Mille euro per il gas consumato da altri
Vive a Montescudaio ma il conto è di un’utenza a Donoratico «Ho sempre abitato qui e non conosco quell’indirizzo»
MONTESCUDAIO. Consuma il gas metano a sua insaputa da un anno. Lo registra un contatore in una casa a Donoratico, che non le appartiene e in cui non ha mai messo piede. La signora Elena Salvadori da sempre vive a Montescudaio. Eppure è protagonista di un giallo che le sta togliendo la serenità. L’ultimo sollecito è del 23 novembre. Nella lettera raccomandata viene invitata entro sette giorni a saldare il conto: 828 euro per il gas e 90 per le spese legate alla pratica di sollecito. Totale: 918 euro da versare a Eni Spa.
A farsi carico della bega è il figlio della signora Elena, Alberto Burlacchini. «Non riusciamo a capire che cosa possa essere successo – dice –. Oltretutto mia madre non è neppure mai stata cliente di Asa Trade, che poi è stata acquisita da Eni. Eppure, hanno il suo indirizzo di residenza a Montescudaio e perfino il suo codice fiscale».
Il tono del sollecito di pagamento è perentorio. «Eni Spa mi ha, inoltre, informato che più volte ha tentato di ottenere bonariamente il saldo di quanto ancora dovuto – scrive l’avvocato incaricato dalla Società del recupero del credito – al mero fine di evitare inutili e dispendiose azioni giudiziarie che non avrebbero altra conseguenza che quella di aggravare la vostra posizione debitoria”. Il guaio è che l’avvocato si dice pronto a chiedere anche un’azione esecutiva. Sul caso abbiamo contattato direttamente Eni per chiedere di verificare l’accaduto ma ancora non è stata data una risposta.
«Mia madre non ha mai firmato alcun contratto – afferma Burlacchini –. Oltretutto è invalida e da sempre vive a Montescudaio, dove per la fornitura del metano ha un contratto con Enel». Che aggiunge: «Mi sono rivolto allo sportello clienti Eni e mi sono sentito rispondere che devo segnalare il problema per scritto. Alla richiesta di poter parlare con un responsabile mi dicono che non è possibile. Insomma, si rifiutano anche di ascoltare e di prendere atto che potrebbero aver commesso uno sbaglio e che non abbiamo alcun contratto con Eni Spa».
Il telefono in casa della signora Salvadori è squillato più volte nell’arco di quest’anno. All’altro capo una voce che sollecitava il pagamento delle bollette, che tra l’altro non le sono mai state recapitate. «Mi hanno contattato anche sul mio numero di cellulare – dice il signor Alberto –. Mi chiedo come possano esserne venuti in possesso».
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