Il Tirreno

Tombolo sud, Lippi chiede i soldi alla Velo

Tombolo sud, Lippi chiede i soldi alla Velo

Il sindaco: «Dragare il fiume da ponte a ponte». Il sottosegretario: «Azioni coordinate per le coste»

2 MINUTI DI LETTURA





MARINA DI CECINA. Diciamo che l’intervento di difesa della costa funziona. Che i lavori sono stati fatti quasi tutti, che restano zone parzialmene scoperte ed alcuni problemi (l’area Gorette sud). Diciamo anche, fra le note positive, che Cecina può essere un laboratorio per il neonato tavolo nazionale sull’erosione (ieri c’erano funzionari di tre regioni, con Paolo Pacini e Silvia Velo a rappresentarlo), che questa esperienza di coinvolgimenti di enti diversi può essere esportabile. Però restano alcuni punti interrogativi o da poco per garantire, sul territorio, una efficace difesa della costa. Uno: il tombolo sud. Necessità di azioni prima che il mare se lo porti via. E con la spiaggia, pure la pineta.

Samuele Lippi rilancia al sottosegretario Velo. «Se nella nuova Finanziaria ci sono i margini per sbloccare il Patto di Stabilità e liberare risorse per la difesa dei suoli, allora andiamo avanti col progetto per il tombolo sud». Lippi fa una stima, servono 1,5 milioni. Già, e la sabbia. Se la si compra fuori i costi lievitano, diventano difficilmente sostenibili. Ecco che il sindaco propone di “dragare il fiume dal ponte di Marina a quello della ferrovia”. «Naturalmente deve essere un’operazione ambientalmente compatibile, ma ho intenzione di riunire Provincia e Comune su questa proposta».

C’è anche l’onorevole Velo. Ricorda l’importanza del tavolo nazionale sull’erosione per dare un coordinamento ad azioni e politiche di difesa dei suoli e delle coste. «Siamo qui per scrivere linee guida - dice Velo - per interventi coordinati nella lotta all’erosione costiera. Le nuove disposizioni in materia di dragaggio dei porti consentiranno di poter rendere utilizzabili i sedimenti degli scavi». Per concludere che la difesa dei nostri arenili è un’opera sempre più indispensabile non soltanto nel nome dell’ambiente da salvaguardare ma anche per il turismo e l’economia di un Paese. «Secondo uno studio dell’Unioncamere - conclude il sottosegretario all’Ambiente - un ettaro di spiaggia può portare fino a 3 milioni di euro di Pil all’anno». Al sopralluogo di ieri sono presenti anche i rappresenntanti delle associazioni di categoria (Confcommercio e Confesercenti). Ci sono alcuni commercianti e balneari di Marina, direttamente interessati da interventi che vedranno al fine nel 2016.(a.r.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web