Il Tirreno

Cadavere nel bosco, resta fitto il mistero

di Divina Vitale
Cadavere nel bosco, resta fitto il mistero

Castagneto, il corpo dell’uomo trovato in zona Pianetti a Marina di Castagneto. Gli inquirenti sono in attesa dei risultati dell’autopsia

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CASTAGNETO CARDUCCI. Resta il giallo attorno al ritrovamento del cadavere, avvenuto il 3 dicembre, in località Pianetti a Marina di Castagneto. Si è conclusa nella tarda serata di ieri l’autopsia sul corpo condotta dal medico legale dottor Luigi Papi da cui gli inquirenti si attendono di acquisire elementi utili per chiarire le cause della morte. Ancora da sciogliere anche il nodo dell’identità dell’uomo. I carabinieri mantengono il più stretto riserbo sul caso. Tuttavia, le indagini svolte e i dati raccolti nell’autopsia sembrano indirizzare sull’ipotesi di suicidio per impiccamento.

L’uomo, di carnagione bianca, in apparenza sui 30-35 anni d’età, e dai tratti somatici che farebbero pensare a una nazionalità non italiana, è stato trovato appeso al ramo di un albero, non più alto di un metro e 80 centimetri, semiseduto, con una cintura legata al collo. Questo ha fatto subito supporre agli inquirenti che si trattasse di un suicidio, che salvo nuovi elementi resta l’ipotesi più accreditata. Già oggi alcuni dubbi potrebbero essere fugati dai primi riscontri dell’autopsia eseguita dal medico legale.

Rimangono diversi punti da chiarire attorno al ritrovamento. L’uomo, infatti, presentava diverse ferite e una lunga lacerazione sul braccio sinistro. Elementi al vaglio degli inquirenti per confutare altre ipotesi rispetto al suicidio. Potrebbe trattarsi, infatti, di ferite causate da morsi di animali dato che il decesso viene fatto risalire a diversi giorni prima del ritrovamento.

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Si pensa che potrebbe trattarsi di un uomo senza fissa dimora, vicino al corpo, in uno zaino, vi erano degli indumenti, ma non i documenti personali. Nella zona, inoltre, non risultano denunce di persone scomparse. Il luogo del ritrovamento è poco battuto, vi si trovano solo campi e il transito di veicoli è limitato. E in inverno, a causa delle piogge, spesso alcuni tratti sono impraticabili. Si tratta di un posto isolato, proprio confinante con la ferrovia, una parallela della via Aurelia, sotto al cavalcavia della superstrada, a cui si accede dal viale che conduce all’ex Club Med e che, ad un certo punto, interseca una strada privata che porta all’Olmaia, dove si trova una villa di privati. Una zona anche poco conosciuta. A dare l’allarme è stato un operaio agricolo che stava lavorando nei campi vicino al luogo del ritrovamento. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Donoratico, la compagnia di Cecina, la squadra scientifica di Livorno, la Pubblica assistenza di Cecina e la ditta funebre.

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