Gare pubbliche la coop 44 Gatti: «Così ci escludono»
La cooperativa scrive ai sindaci: bisogna rivedere i criteri perché tagliano fuori le piccole e medie aziende
CECINA. «Le gare pubbliche ci escludono». La cooperativa 44 Gatti insorge contro le amministrazioni comunali della Bassa Val di Cecina, denunciando di essere sistematicamente esclusa perché nei bandi di gara sono previsti dei requisiti che «non sono accessibili da piccole e medie imprese come la nostra, con 22 socie tra educatrici e assistenti».
Una coop nata 13 anni fa. La 44 Gatti è una cooperativa di servizi che si rivolge all'infanzia. Fondata 13 anni fa da Monica Creatini, socia fondatrice e legale rappresentante della struttura, da dieci anni ha una scuola materna paritaria a Palazzi, asili nido e parchi gioco. «Ci preme evidenziare - dice la Creatini - che in tutti i bandi per l'assegnazione dei servizi all'infanzia, di cui si è parlato in questi mesi, la cooperativa vincitrice è anche l'unica partecipante». Il riferimento è alla cooperativa Contesto infanzia, cooperativa sociale di Rosignano, che durante la campagna elettorale del sindaco di Cecina Samuele Lippi è stata al centro di polemiche perché una delle socie fondatrici è la moglie del sindaco.
I requisiti d’accesso. «Alla cooperativa sociale 44 Gatti - sottolinea Monica Creatini - non è stata concessa l'opportunità di concorrere alle suddette gare per la gestione dei servizi di Cecina, Rosignano e Bibbona, in quanto le stesse non sono accessibili a piccole e medie imprese. Le gare in riferimento richiedono infatti requisiti d'accesso che escludono a priori tutte le piccole e medie imprese (come la nostra) o propongono appalti molto complessi che consentono la partecipazione solo alle cooperative "potenti". Era doverosa una precisazione a tale proposito in quanto è volontà della cooperativa 44 Gatti ribadire l'interesse a collaborare con i servizi pubblici, quanto l'impossibilità di trovare una qualsiasi apertura ad una formula di collaborazione. Eppure in altri comuni avviene!»
Lettera ai sindaci. La cooperativa ha scritto ai sindaci della zona. «Ma le nostre domande e le nostre perplessità espresse direttamente alle amministrazioni comunali, rimangono costantemente ignorate, come il servizio che da 13 anni svolgiamo sul territorio, differenziando l'offerta, anche attraverso servizi unici ed esclusivi, sostenendo le richieste delle famiglie e dimostrando una costante crescita qualitativa.
«Il tutto gestito privatamente; per il pubblico bisogna nascere già grandi» .
«Rivediamo i criteri». Monica Creatini chiede di rivedere i criteri nei bandi pubblici. Ce l'ha con Bibbona, che dà la preferenza alle certificazioni, quest'anno la certificazione etica Sa8000. «Le certificazioni costano - dice la titolare della 44 Gatti -: sono un valore aggiunto, ma non possono essere inserite nei requisiti necessari. Valutino piuttosto il lavoro fatto, i progetti, i servizi offerti nel tempo, come la classe bilingue alla materna o l'orario lungo a Casale Marittimo». Gli unici servizi pubblici gestiti dalla 44 Gatti sono l'asilo di Casale (per 3 anni) e il nido del Fiorino (per un anno). «Da quando i comuni collinari pisani si sono uniti abbiamo perso anche quegli appalti». L'altro criterio che Creatini contesta è il "bando unico", che mette insieme - come nei Comuni di Cecina e Rosignano - più servizi (ludobaby, sostituzioni nelle scuole di infanzia, campi estivi, ludoteca).
«Un unico bando - dice Creatini - privilegia le grandi realtà, ma basterebbe dividere i servizi e questo renderebbe la gara accessibile anche a noi e alle realtà piccole come la nostra, che magari tacciono per non perdere le briciole. Comunque noi andiamo avanti, la nostra avventura continua con i nostri impegni finalizzati a progetti educativi che condividiamo con tanti bambini e altrettante famiglie». (m.m.)
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