Da calciatore a chef la rinascita di Irollo e i suoi corsi di cucina
La storia. Il cuoco 37enne, dopo aver girato il mondo si è fermato a Castagneto insieme alla moglie Susy
CASTAGNETO. A 17 anni giocava già in serie B, poi un grave infortunio ne precluse la carriera; erano gli anni ’70 la medicina ortopedica non aveva le soluzioni odierne, e così Antonio Irollo, napoletano verace e promessa dello sport, diede una svolta alla sua vita, fece tesoro della sua passione per la cucina e degli insegnamenti della zia per iniziare un nuovo percorso che oggi, dopo 37 anni di attività nelle cucine più prestigiose del mondo (Brasile, Inghilterra, Svizzera, Honk Kong) lo ha portato a diventare uno degli chef più apprezzati e conosciuti del nostro Paese. Da circa tre anni, dopo ulteriori esperienze in Friuli, Puglia e Campania dove ha ricoperto anche la carica di presidente dei ristoratori della valle dell’agro sarnese-nocerino ha scelto il nostro territorio, ammaliato dai superbi vini e dalle potenzialità dei nostri prodotti, per lanciarsi in una nuova sfida mettendo a disposizione la sua esperienza e la sua grande professionalità. Così insieme alla moglie Susy, anch’essa apprezzata sommelier e “giudice” pignola delle creazioni del marito, hanno preso in gestione un piccolo ed esclusivo ristorante, il “Campo alle Tane” sulla strada che da Donoratico porta a Castagneto Carducci.
Allora chef, dopo tanti anni ha ancora voglia di sperimentare e scoprire nuovi territori.
«Conoscevo bene la zona perché c’ero venuto in ferie per alcuni anni ed ero rimasto davvero colpito. Le potenzialità e le unicità dei prodotti enogastronomici erano talmente palesi che decisi di rilevare questo piccolo ristorante. La ricerca delle materie prime, per me quasi manicale, della freschezza e della genuinità qui viene più facile, e poi i grandi vini di Bolgheri per un sommelier sono una sirena irrinunciabile».
Lo scorso anno insieme all’Ais, alla strada del Vino e dell’olio Costa dagli etruschi e all’Aic fu coinvolto in progetto che ebbe un grande successo: Un corso di cucina di base e d’alimentazione.
«Io credo che l’esperienza ha un valore quando viene trasmessa, per questo mi sono prestato molto volentieri a questa cosa che quest’anno verrà ripetuta a gennaio. Cucinare insieme a tanti appassionati, insegnare le basi e soprattutto a valorizzare i prodotti e chiarire gli aspetti della ristorazione è per me motivo di soddisfazione. Devo dire che ho trovato una porta spalancata anche dall’amministrazione comunale con il sindaco e l’assessore Barsacchi che hanno subito capito che questo corso poteva essere un’opportunità per il territorio».
La sua cucina pur utilizzando materie semplici è però molto elaborata, collima con le aspirazioni di un neofita?
«La complessità dei piatti si impara con l’esperienza e la passione. Io cerco di trasmettere le basi, poi se si ha fantasia e talento si possono creare grandi piatti, comunque le nostra lezioni, che saranno 20 con cadenza settimanale saranno improntate sia su piatti della tradizione che su piatti gourmet».
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