Il Tirreno

Cimitero, mancano i loculi Via i morti da oltre 50 anni

di Manolo Morandini
Cimitero, mancano i loculi Via i morti da oltre 50 anni

Il Comune procederà a breve alle “estumulazioni” di 72 defunti prima del 1937 L’assessore Barzi: «Siamo arrivati ad esaurimento degli spazi disponibili»

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CECINA. In 72 costretti a lasciare il luogo dell’eterno riposo. Uno sfratto in piena regola. Colpa dell’impossibilità a provvedere in tempi certi all’ampliamento del cimitero. È emergenza loculi. E l’estumulazione è già stata disposta dal sindaco di Cecina Samuele Lippi con tanto di ordinanza. A sloggiare i defunti tra il 1924 e il 1937. «Siamo arrivati a esaurimento – dice l’assessore al Patrimonio Caterina Barzi –, già nel 2013 l’amministrazione comunale è ricorsa alle estumulazioni forzose».

Le spoglie dei defunti verranno tolte dai luoghi del loro eterno riposo per far posto alle nuove salme. E la riassegnazione porterà al Comune qualche soldo: circa 2.500 euro per loculo. Mentre i resti dei defunti sfrattati saranno sistemati in un ossario di zinco. «Prima di procedere con le estumulazioni abbiamo affisso un avviso sulle tombe e nelle bacheche agli ingressi dei cimiteri per rintracciare i discendenti e concordare le modalità di conservazione dei resti».

Fino al 1975 le concessioni erano di 90 anni. Ma la normativa prevede che in caso di una grave insufficienza del cimitero rispetto al fabbisogno, e se non è possibile procedere a un ampliamento, le concessioni rilasciate prima del 21 ottobre 1975 possono essere revocate quando siano trascorsi 50 anna dalla tumulazione della salma. Da qui la scelta dell’amministrazione comunale di procedere su una strada già battuta. In questi anni, infatti, prima si è provveduto alle estumulazioni da terra per poi passare ai forni.

«Nei casi in cui non è stato possibile rintracciare gli eredi – spiega l’assessore Barzi – a cui chiedere le modalità di conservazione dei resti, il Comune provvederà all’estumulazione e alla conservazione dei resti, lasciandoli a disposizione dei familiari per un anno, come prevede la legge, per poi collocarli nell’ossario comune». A questo proposito poiché l’ossario esistente è insufficiente si è già provveduto ad acquisto uno nuovo.

Quanto si legge nell’ordinanza del sindaco, la numero 39 dello scorso 12 novembre, è una sorta di ammissione di resa. “Allo stato è necessario procedere senza ulteriore indugio – si legge – al recupero di sepolture, in considerazione dell’impossibilità di realizzare nuovi loculi sia per la mancanza di risorse finanziarie che per le tempistiche di realizzazione”.

«Sul cimitero siamo impegnati in opere di manutenzione – conclude Barzi –. Servono cura e una particolare sensibilità per garantire il massimo decoro, nei limiti delle possibilità di bilancio, anche alla città dei morti».

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