Il Tirreno

Esondazione del Cecina risarciti solo in quattro

di MAnolo Morandini
Esondazione del Cecina risarciti solo in quattro

A ridosso dell’emergenza furono in 65 a fare domanda per il contributo I danni provocati dallo straripamento del fiume il 30 gennaio del 2014

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CECINA. Il Cecina che straripa e colpisce la città. È il 30 gennaio del 2014. Alle 4 di mattina l'acqua supera la soglia limite dei 6 metri arrivando a 9, rompe in più parti. Alla Steccaia, zona abitualmente nevralgica per la tenuta, ma anche all'altezza dei due ponti, quello sulla vecchia Aurelia e sulla ferrovia. E poi alla foce, dove le acque fangose disarticolano una chiatta del porto e inghiottiscono una roulotte e una decina di imbarcazioni. A distanza di un anno e mezzo arrivano i contributi a risarcimento dei danni subiti dai privati. E a colpire è la sproporzione. All'epoca le richieste raccolte a caldo furono 65. Solo quattro quelle andate a buon fine, per un totale di 7.541 euro.

Il bilancio di una giornata da incubo, dopo una nottata spaventosa, il 30 gennaio dello scorso anno parlerà di strade chiuse (l'Aurelia tra Palazzi e Cecina), della linea ferroviaria Cecina-Saline, di numerose strade (tra cui via Cassola, via dei Campilunghi, via Volterra) di due sottopassi. E poi di case e scantinati allagati, soprattutto alla Magona, lottizzazione che si affaccia sull'argine sud del fiume, praticamente l'avamposto dell'abitato di Cecina. Di aziende invase dall'acqua sulla 68 e a San Pietro in Palazzi. Di cani trovati morti in recinti lungo il fiume, altri messi in salvo dai volontari animalisti e dalla Forestale. Di una famiglia e di una donna alloggiati all'hotel Massimo a Marina per via dell'emergenza, di due salvataggi col mezzo anfibio dei vigili del fuoco alla Cinquantina.

Chi ha impresso il ricordo di quelle giornate in cui la città fece i conti con il fiume stenta a credere che possa stare in quattro casi il numero degli ammessi al contributo. Eppure è così. Lo si legge nella determina con cui il dirigente del settore Progettazione sostenibile del Comune di Cecina, Renato Gori, tira le fila. Ci sono gli ammessi e gli esclusi dal contributo sulla base dei parametri della Regione Toscana. Intanto l'Isee, non doveva superare i 36.000 euro quello riferito al 2012. E forse, la complessità delle procedure. A fronte delle 65 richieste di risarcimento danni preliminari ai richiedenti sono state inviate le schede predisposte dalla Regione.

Un passaggio che ha fatto da filtro, considerato che al Comune sono state restituite le schede compilate per 12 casi su 65. A filtrare ulteriormente la possibilità di accesso al contributo anche il requisito dell’Isee, tanto che alla fine solo quattro persone sono state ammesse. Il contributo più basso è di 500 euro, il più alto di 4.000 euro.

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