Il presidio
Ospedale unico, il no si coalizza
Cecina: Lucibello chiama a raccolta tutti i consiglieri “non del Pd”: il 4 novembre incontro in via Verdi
CECINA. Il fronte del no all’ospedale unico Cecina-Piombino si coalizza. A chiamare a raccolta l’opposizione è Alessandro Lucibello Piani, consigliere di Ipc a Ribarbella e dell’Unione Colli Marittimi Pisani. C’è già una data ed un luogo: il 4 novembre alle ore 21,15 all’auditorium di via Verdi a Cecina. Ed un invito, esplicito, a “tutti i consiglieri comunali dei dieci comuni non iscritti a gruppi consiliari del Pd”. Lucibello apre ad un fronte che vuole essere il più vasto possibile. La clausola “ad excludendum” vale per il Partito Democratico perchè “è il vero proponente dell’atto”. L’atto è il documento della Conferenza dei Sindaci ratificato dalla Sds Bassa Val di Cecina: l’okay apposto dai 10 sindaci sul progetto di ospedale unico. Via libera che il comitato per la salute pubblica locale, promotore del referendum per abrogare la legge regionale 28 (riordino sanità), già ha bocciato severamente.
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Lucibello attacca il Pd richiamando la leggendaria figura di Don Chisciotte: “Per chiudere la questione io immagino che tutto ciò che dico è vero. Niente di più, niente di meno”, dichiarava il personaggio di Cervantes, “ne più ne meno - dice oggi Lucibello - di quanto fanno molti amministratori locali oggi”. E cita il caso dell’ospedale di Cecina come eclatante. «Quante volte é stato "riorganizzato" dalla sua nascita? L'ultimo annuncio in pompa magna fu nel 2011 con la riorganizzazione per intensità di cure (tagli ai posti letto) in cambio di un pronto soccorso più grande (senza personale). Ad oggi uno studio sugli effetti di tale riorganizzazione non é mai stato prodotto e già si riorganizza. Di queste continue riorganizzazioni, compreso l'ospedale unico su due presidi, non sono stati forniti i progetti e mancano i dati di partenza, solo annunci in pompa magna. Unico dato che ognuno riesce ad avere é la percezione individuale. Indicazioni importanti, spesso negative, ma certo non sufficienti per discutere in modo consapevole di forma e sostanza di una riorganizzazione ospedaliera».
Lucibello aggiunge: «Gli amministratori del Pd si giustificano così: "si deve fare perché i tempi moderni lo richiedono", come se fosse lui, il tempo moderno, a governarci, come se il presente e i suoi tanti problemi, non fosse figli di quello che noi stessi ed in particolare i nostro governanti producono e hanno prodotto con le loro decisioni. Riduzione della sanità pubblica e aumento di quella privata a pagamento, trasformazione delle strade pubbliche in private a pagamento, accorpamento dei Comuni con l'allontanamento dai cittadini dei sevizi essenziali, queste sono le scelte per risolvere i problemi? Dati, studi socioeconomici, prove che queste siano le soluzioni ai nostri problemi e certezza su quali siano le cause dei nostri problemi non ci sono». All’incontro di giovedì - riferisce Lucibello - hanno già garantito l’adesione diversi consiglieri comunali della Bvc. Sarà presente anche Luigi Ricci, promotore del referendum abrogativo della legge 28/2015.
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