Il Tirreno

LA POLEMICA

Coldiretti: «No ad allarmi sul consumo di carne»

CECINA. Il direttore Coldiretti Aniello Ascolese invita a non fare allarmismo sul consumo carni. «Un sostanziale equilibrio tra la spesa alimentare destinata alla carne e quella destinata a frutta e...

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CECINA. Il direttore Coldiretti Aniello Ascolese invita a non fare allarmismo sul consumo carni. «Un sostanziale equilibrio tra la spesa alimentare destinata alla carne e quella destinata a frutta e verdura, testimonia nella nostra provincia la diffusione della dieta mediterranea e quindi il rifiuto di ogni pericoloso eccesso nel consumo di prodotti animali. Anche a Livorno, in linea con i dati sui consumi nazionali, per portare a tavola la carne le famiglie spendono mediamente 97 euro al mese, contro i 99 euro per frutta e verdura. Il sorpasso di frutta e verdura sulla spesa della carne è avvenuto nell'ultimo anno - rileva Coldiretti - ed è stato anche motivo di preoccupazione per i pediatri che proprio all'inizio di ottobre in occasione del IX Congresso Nazionale Fimp (Federazione Italiana Medici Pediatri) hanno tenuto a sfatare quei miti che spesso impediscono alle famiglie di consumare serenamente la carne. In un paese dove si sono ripetuti casi di malnutrizione dei bambini per l'eliminazione delle carni dai menu occorre evitare allarmismi e ricordare che la carne italiana è un alimento sicuro e prezioso anche per lo svezzamento dei bambini»

Le carni made in Italy sono - aggiunge il presidente Ferri Graziani - più sane, perché magre, non trattate con ormoni, a differenza, ad esempio,di quelle americane, e ottenute nel rispetto di rigidi disciplinari di produzione "Doc" che assicurano il benessere e la qualità dell'alimentazione degli animali. E per gli stessi salumi si segue una prassi di lavorazione di tipo 'naturale' a base di sale, e non hanno niente a che fare con hot dog, bacon e affumicati vari. Siamo di fronte all'ennesimo falso allarme che non riguarda le nostre produzioni, è quindi necessario - conclude Ferri Graziani - accelerare il percorso dell'obbligo di etichettatura d'origine per tutti gli alimenti, a partire dai salumi».

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