Il Tirreno

Aree di crisi: 1,5 milioni per la formazione

Una veduta di Rosignano Solvay
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Una veduta di Rosignano Solvay

Rosignano, la Regione Toscana da gennaio 2016 stanzia un fondo per il reinserimento di chi ha perso il lavoro

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ROSIGNANO. La Regione Toscana ha deciso di stanziare 1,5 milioni di euro destinandoli alla formazione dei lavoratori espulsi dai processi produttivi nelle tre aree regionali di crisi, quelle di Piombino, Livorno e Massa Carrara. È chiaro che di questi contributi potranno usufruire le zone di Rosignano, Livorno, Collesalvetti, inseriti nell’Accordo di programma per il rilancio delle aree industriali in crisi.

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È quanto hanno annunciato l'assessore regionale alla formazione, Cristina Grieco, e il consigliere del presidente Rossi per i problemi del lavoro, Gianfranco Simoncini, alle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil regionali, nel corso di un incontro presso la presidenza della Giunta. «Questa disponibilità - si legge in una nota della Regione - sarà attivata a partire dal gennaio prossimo perché la volontà è quella di far coincidere l'attività formativa con i piani di reindustrializzazione previsti nelle tre aree, così da calibrare la formazione sulle effettive necessità delle aziende. «Si tratta di una ulteriore importante opportunità - scrive il presidente della Provincia Alessandro Franchi sul suo profilo Fb - rivolta a quei lavoratori che hanno perso il lavoro e non riescono a trovare una nuova occupazione. La Regione ricorda infine che già adesso è attivo il bando per l'assegnazione di 1,8 milioni di euro secondo quanto previsto dalla legge 236 relativa alla formazione dei lavoratori provenienti dalle aziende in crisi.

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