Il Tirreno

La coppia si divide accolto dal giudice l’affido dei due cani

di Manolo Morandini

Sono di Cecina gli ex al centro del caso finito in tribunale Nel decreto stabilite regole come se fossero dei “figli”

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CECINA. Da più di cinque anni facevano coppia fissa. Dividevano la cuccia, la ciotola dell'acqua, le attenzioni dei padroni. Poi sono arrivate le incomprensioni. I litigi. Fino alla scelta definitiva di separarsi. A caduta anche i due cocker spaniel, con tanto di pedigree, che di quella famiglia facevano parte come due “figli” si sono ritrovati scoppiati. A metà ottobre marito e moglie sono comparsi davanti al presidente della sezione Civile del tribunale di Livorno Maria Giuliana Civinini, dopo essersi guardati per un po’ in cagnesco hanno fatto subito capire che il problema vero della separazione, non avendo figli, erano i due cani, a cui nessuno dei due voleva rinunciare. Tanto che nero su bianco nel decreto di omologa si stabiliscono le condizioni di affido e i tempi e modi per riunire la coppia di quattrozampe.

Moglie e marito hanno resistito dal fare dei due animali una merce di scambio. Si sono parlati, prima di varcare la soglia dell’aula. Assistiti dall’avvocato cecinese Marta Rossi si sono seduti a un tavolo e hanno trovato un accordo extragiudiziale, finito poi in una scrittura privata che, come per incanto, ha sbloccato la causa di separazione consensuale. E la novità che trasforma in caso una separazione come tante sta proprio nell’accordo sulle condizioni di affido, mantenimento e cura dei cani tradotto nel decreto di omologa. Ed è il primo registrato dal tribunale di Livorno.

Ripartiti i beni personali. Preso atto della reciproca indipendenza economica. Restava lo scoglio dei cani. «La rottura di un rapporto matrimoniale è di per sé molto traumatica e spesso si porta dietro altri problemi tra cui quello degli “affetti animali” che di norma non vengono adeguatamente tutelati – afferma l’avvocato Rossi –. È un aspetto sottovalutato, c’è un vuoto normativo, e tutto è rimesso alla sensibilità della coppia e a quella del giudice».

Sul caso della coppia cecinese l’avvocato Rossi mantiene una cortina di riservatezza. Top secret non solo i nomi degli ex coniugi ma perfino quelli dei quattrozampe. «Non sono figli, ma animali di affezione sebbene per il nostro ordinamento sono assimilati alle cose, ai beni mobili – dice Rossi –. Per esempio, il cane di un debitore può essere pignorato. E in caso di separazione non consensuale il giudice si può basare sull’intestatario che risulta dall’anagrafe canina senza tenere conto che nella realtà Fido potrebbe essersi affezionato all’altro coniuge».

Nel caso dei cocker spaniel cecinesi i due animali sono stati scoppiati tenendo conto che l’uno è più affezionato all’uomo e l’altro alla donna. Ma nel decreto si stabilisce anche la facoltà di vedere l’animale affidato all’altro e di tenerlo con sé “ogni volta che vorrà, previo accordo” con l’ex. E che “ciascuno dei coniugi provvederà a propria cura e spese al mantenimento dell’animale affidatogli e alla corretta sorveglianza e custodia in generale provvedendo altresì a curarne l’alimentazione, le uscite e le visite veterinarie”, con l’impegno reciproco per i padroni di tenersi informati sulle questioni mediche.

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