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C’è un animale in una famiglia su 2
Più della metà delle famiglie ha un cane, un gatto o un animale domestico. Il dato censito da Eurispes si attesta al 55%. E fa il paio con il trend di separazioni 311 e dei divorzi 174 ogni 1.000...
Più della metà delle famiglie ha un cane, un gatto o un animale domestico. Il dato censito da Eurispes si attesta al 55%. E fa il paio con il trend di separazioni 311 e dei divorzi 174 ogni 1.000 matrimoni. Da qui la dimensione di un fenomeno sul destino degli animali che nella normativa italiana non ha ancora trovato spazio. Eppure già la Cassazione nel 2007 ha riconosciuto il cambiamento della natura del rapporto tra proprietario e animale di affezione, “non più riconducibile alla mera proprietà di un oggetto di cui il detentore avrebbe la completa disponibilità”, finendo per indicare che la necessaria tutela dell’animale va equiparata a quella che si deve a un minore. E poi agli animali si riconoscono diritti in caso di maltrattamento, con conseguenti reati penali. E c’è l’obbligo di soccorso in caso di investimento per strada. Come il recente divieto, per il regolamento di condominio, di vietare l’ingresso di animali in abitazione. C’è poi la battaglia per riformare il Codice civile che ad oggi considera cani, gatti, pesci rossi e ogni sorta di animale domestico una “res”, ossia una cosa, e quindi pignorabili nei casi previsti dalla legge proprio come un divano o un’automobile. Sul punto è nata la campagna #giulezampe ed è stata presentata anche un’interrogazione lo scorso gennaio ai ministri dell’Economia e delle finanze, della Giustizia, dell’Ambiente e della Salute. In parlamento giace anche una proposta di legge per il benessere degli animali che si propone di introdurre nel Codice civile l’articolo 455-ter “Affido degli animali familiari in caso di separazione dei coniugi”.
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