Il Tirreno

Pietre a punta Tesorino per fermare l’erosione

di Manolo Morandini
Pietre a punta Tesorino per fermare l’erosione

Al via lo sversamento del materiale di cava tra lo Spot One e il Verde Riviera La Provincia dà il via al ripascimento che si concluderà prima dell’estate

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CECINA. Pietre. E ancora pietre su pietre. Nel tratto tra il pennello a nord del bagno Spot One e quello che confina con la concessione dello stabilimento Verde Riviera si annuncia un ripascimento destinato a cancellare la spiaggia. L’arenile, quel poco che aveva resistito alle incursioni delle mareggiate e all’erosione, non c’è già più. Sepolto dopo il ripascimento dello scorso maggio. E destinato ad esserlo ancor di più con l’operazione che prenderà il via nelle prossime settimane. Previsto lo sversamento di 19.000 metri cubi di materiale di cava che andrà ad aggiungersi ai 18.000 metri cubi del precedente intervento.

«Stiamo predisponendo tutti gli atti per partire con il ripascimento della zona alta delle Gorette, intervenendo nella fascia di litorale compresa tra gli stabilimenti Verde Riviera e Spot One». A chiarire la geografia dell’operazione è Enrico Bartoletti dirigente del servizio Difesa e protezione del territorio della Provincia di Livorno a cui fa capo l’attuazione del Piano straordinario per la mitigazione del rischio idrogeologico. E sta in questo rischio la ragione del materiale che verrà autorizzato.

Nelle carte che autorizzano l’intervento, classificato come Variante 5, si legge: “Accertato che il materiale che resta da versare avrebbe avuto una granulometria dimensionalmente vicina a quella presente in sito prima dell’intervento ma considerata la forte energia del moto ondoso presente in sito si è resa necessario redigere la perizia di variante 5 che individua un fuso granulometrico del restante materiale da ripascimento molto più ristretto e con dimensioni medie più elevate che, avvicinandosi alle granulometrie del materiale apportato con la variante 4 per garantirne stabilità, esclude tutta la frazione fine”.

L’intervento insiste nella zona di punta Tesorino ed è la zona più interessata dall’erosione, con le onde che prima del ripascimento stavano scalzando la duna. Da qui la scelta di intervenire , anche su sollecitazione della Forestale dello Stato con del materiale di pezzatura maggiore. La speranza, rispetto alla situazione dello scorso giugno, che innescò le proteste di chi era solito frequentare quel tratto di mare, è che le mareggiate e la pioggia migliorino la situazione in vista della prossima estate. Un effetto che indicano anche i tecnici, che ad esempio prendono il tratto di litorale in corrispondenza della Caserma Villa Ginori.

«L’obiettivo è di partire entro novembre o dicembre, ma non c'è un termine preciso – afferma Bartoletti –. Si tratta di un lavoro rapido e che non comporterà problemi per la prossima stagione balneare. L’operazione porterà a completamento tutti gli interventi e potremo procedere con il collaudo della parte a nord di Marina di Cecina».

Il cantiere che fa capo a Sales Spa prevede anche la costruzione dei pennelli sommersi a prolungamento dei pennelli 4, 6 e 9. C’è già l’ordinanza del sindaco di Cecina Samuele Lippi, la 36 del 23 ottobre, che disciplina l’accesso all’area di cantiere e il divieto di balneazione fino al 30 aprile del prossimo anno, con interruzione dei lavori dal 24 al 29 marzo per le vacanze pasquali. E quella del comandante della polizia municipale che dalle 7 alle 17, dal lunedì al venerdì, consente il transito in deroga dei camion in via delle Gorette e in via Guerrazzi.

Per completare il quadro degli interventi previsti nell’Accordo di programma del 2010 resta da fare un intervento nella parte sud, in corrispondenza della cella di fronte all’ex Circolo Forestieri. «In questo caso i tempi sono legati alla conclusione dell’intervento all’arginatura in sinistra del fiume Cecina – conclude il dirigente Bartoletti –. Qui è stata fatta una palancolata, ma non è sufficiente per garantire in sicurezza il dragaggio della foce del fiume, da dove sarà recuperato il materiale per il ripascimento. L’obiettivo è di riuscire a collaudare il tutto entro giugno».

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