Il Tirreno

AAA, si cercano aree industriali

Anna Cecchini
L'area delle Morelline a Rosignano
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L'area delle Morelline a Rosignano

Bando del Comune per trovare terreni o immobili da destinare ad imprese nell'ambito dell'accordo di Programma col Ministero

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ROSIGNANO. Il Comune cerca terreni e capannoni, a vocazione industriale e manifatturiera, dove eventuali aziende possano avviare attività di impresa nell’ambito dell’Accordo di programma per il rilancio dell’area costiera livornese.
Così l’amministrazione aprirà un bando, in modo che i cittadini che possiedono aree che abbiano destinazione industriale o anche edifici adatti per accogliere imprese, possano comunicarlo ufficialmente. Poi spetterà al Comune fare da tramite con il ministero dello Sviluppo economico per capire se ci siano soggetti interessati ad investire in zona.
«Come amministrazione - precisa Piero Nocchi, assessore alle attività produttive - abbiamo già inviato al ministero la comunicazione dell’ubicazione di aree industriali già disponibili per accogliere eventuali attività imprenditoriali. Si tratta di due terreni alle Morelline e di alcune aree all’interno del perimetro dello stabilimento Solvay».
Non è detto, però, che sul territorio di Rosignano non ci siano altri terreni o costruzioni in grado di accogliere nuove attività imprenditoriali. Terreni di privati, che possono essere interessati a metterli a disposizione per l’avvio di attività imprenditoriali. «Ecco perché - spiega Nocchi - nei prossimi giorni apriremo un bando, a cui possono partecipare tutti i cittadini, agenzie immobiliari e altri soggetti, per capire se sarebbero eventualmente disponibili alla vendita o all’affitto di terreni e capannoni dove, grazie all’Accordo di programma raggiunto lo scorso maggio, potrebbero prendere vita nuove attività imprenditoriali».
I parametri che terreni e strutture devono rispettare sono i seguenti, come si legge nella delibera di giunta 298 approvata nei giorni scorsi: destinazione produttiva, superficie fondiaria minima di 5mila metri quadrati o di 2mila nel caso si tratti di edificio, nella disponibilità giuridica del proprietario, in caso di aree già edificate i manufatti devono essere in buon stato di conservazione, non interessare aree produttive già esistenti da delocalizzare.
Queste, in sintesi, le regole principali per poter mettere a disposizione terreni e capannoni. «Noi faremo una lista di queste aree - termina l’assessore - e la invieremo a Invitalia, l’agenzia nazionale per gli investimenti e lo sviluppo d’impresa, oltre che alla Regione che avrà un punto di raccolta di questi dati. Così ci sarà una mappatura delle aree disponibile ad accogliere investimenti su nostro territorio».
 

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