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Sul nuovo stop ai camion a pesare sono le deroghe
San Vincenzo, l’ordinanza fissa limiti e regole per tutto il territorio comunale Consentito il trasporto dei materiali di cava e la circolazione fino a 3,5 tonnellate
SAN VINCENZO. La larghezza ridotta delle strade. E la loro collocazione, fiancheggiate da marciapiedi, da piste ciclabili e percorsi ciclo-pedonali, da abitazioni con intersezioni a raso. C’è tutto questo alla base dell’ordinanza 130 del 20 ottobre a firma del segretario generale e dirigente del settore Servizi generali del Comune di San Vincenzo Lucio D’Agostino, che disciplina il transito degli autocarri sopra le 3,5 tonnellate su tutto il territorio comunale sanvincenzino. Il provvedimento, articolato in dieci punti, muove da presupposto che le strade del territorio sono inadeguate al transito dei veicoli di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate.
Un atto, questo, chiesto più volte dalle minoranze consiliari, soprattutto in relazione alla possibile riapertura delle cave del Broccatello del Gherardesca. Ma cosa cambia, in breve, rispetto a prima? Niente, salvo che in tutte le strade comunali il transito è libero per gli autocarri fino a 3,5 tonnellate, possibile da 3,5 fino a 7,5 tonnellate per i rifornimenti a negozi e magazzini e per il trasporto delle barche al porto e dal porto, mentre sopra le 7,5 tonnellate occorre chiedere l’autorizzazione alla polizia municipale.
Le deroghe. Esclusi dai divieti tra gli altri gli autobus urbani, extraurbani, da turismo, scuolabus, a due assi e più limitatamente alle vie Aurelia sud, Roma, della Principessa, Aurelia nord e Serristori. Inoltre, veicoli per raccolta e smaltimento rifiuti urbani e quelli per trasporto merci, derrate alimentari e rifornimento impianti di carburanti e per trasporto natanti e imbarcazioni da e per il porto. Circolazione libera anche per i camion che trasportano la pietra estratta dalle cave Solvay a San Carlo limitatamente al percorso da via Aurelia nord (tra lo svincolo San Vincenzo nord e via della Valle) a via della Valle (nel tratto tra via Aurelia nord e la camionabile Solvay). E per quelli che trasportano la pietra estratta dalle cave e miniere del Comune di Campiglia e quelli destinati al trasporto di materiali, merci e attrezzature da e per le altre attività industriali lungo la Sp 20, limitatamente al percorso via Aurelia sud tra la Sp 20 e il confine col territorio comunale di Campiglia.
La vicenda. Il Comune di Campiglia vietò il transito, con l’ordinanza 33 del 17 marzo 2014, ad autoarticolati e mèzzi d’opera nel centro di Venturina. Si trattava dei mèzzi pesanti che trasportavano il materiale di cava a Piombino per i lavori di ampliamento del porto. Per il Comune di San Vincenzo, c’è quindi un originario responsabile del deterioramento del manto stradale, ossia l’amministrazione comunale campigliese: “... la succitata ordinanza numero 33/2014 del Comune di Campiglia ha causato il progressivo notevole deterioramento del tratto stradale della Sp 39 Vecchia Aurelia ricadente nel Comune di San Vincenzo – si legge nell’ordinanza del Comune di San Vincenzo –, nonché della comunale via Aurelia Sud, nel tratto che unisce la Sp 39 con la Sp 20 per Campiglia Marittima, e che ciò ha causato il danneggiamento di alcuni veicoli, procurando notevoli disagi alla circolazione...”.
A causa del manto stradale gravemente danneggiato, il Comune di San Vincenzo, con un'ordinanza, limitò la velocità a 30 km/h, poi nel giugno 2014 iniziarono i lavori di sistemazione. L’ente sanvincenzino rileva nella nuova ordinanza il pericolo di “inquinamento ambientale ed acustico”, “maggiori oneri a carico della collettività” e danni e ripercussioni sulle “attività commerciali, artigianali e ricettive del centro, del porto turistico e delle attività cantieristiche e manutentive ad esso connesse”.
Le buche su tale tratto di strada si sono riformate, provocando forti disagi agli utenti, problemi ai loro mèzzi e rischi.
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