Il presidio
Ospedale Cecina-Piombino, ok dai dieci sindaci
Documento unitario per la rete, le condizioni alla Regione
CECINA. Un documento che può diventare una pietra miliare tra gli atti amministrativi di indirizzo di politica sanitaria sul nostro territorio. Se poi lo stesso sia condivisibile o meno, se sia una risposta energica al processo di riorganizzazione in atto da parte della Regione o piuttosto una presa d’atto, su questo si può aprire una discussione.
Tutti i 10 firmano. Certo è che giovedì sera i dieci sindaci della Bassa Val di Cecina hanno scritto una cosa importante. E cioè che l’ospedale in rete Cecina-Piombino va bene. E lo sbocco necessario. Tutti, non uno escluso. Compreso quello più critico - Sandro Ceccarelli di Guardistallo - che pure aveva espresso giudizi severi sulla riforma. E che aveva dichiarato di non aver mai firmato prima un documento dei sindaci sulla riorganizzazione dell’ospedale.
Ceccarelli chiarisce. Ieri Ceccarelli ha chiarito: «Sì, è vero, ho risposto così ad una domanda che mi era stata posta in quel modo. Non avevo mai firmato, ma ero però a conoscenza di quanto si discuteva. Semplicemente per impegni di lavoro non avevo potuto partecipare ad un incontro. Martedì mi è stata data la possibilità di esprimermi e ho detto quello che pensavo. E cioè che l’ospedale di Cecina non deve essere spogliato come si sfoglia un carciofo». E martedì Ceccarelli ha firmato.
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Il testo del verbale. Ecco il testo del verbale della Conferenza dei Sindaci: «Dopo proficua discussione i sindaci ribadiscono di condividere all'unanimità il percorso intrapreso con il documento sulla sanità, approvato dalla assemblea dei soci della Società della Salute tenutasi in data 25 marzo 2015. Considerando che detto documento sarà discusso nella prossima Conferenza Provinciale dei Sindaci convocata per il 18 novembre si conviene che lo stesso venga al più presto approvato dai Consigli dei comunali della Bassa Val di Cecina come già fatto da quelli di Cecina e Rosignano, a completamento del percorso intrapreso».
«Si ribadisce anche - alla luce degli impegni presi dall'assessore regionale alla sanità Stefania Saccardi e dal commissario di Area Vasta Teresa De Lauretis in ordine al mantenimento e al rilancio dell'attività ospedaliera del presidio di Cecina, peraltro già iniziati a concretizzarsi con la nomina di due nuovi primari e la copertura di parte del personale mancante nel presidio cecinese - i sindaci sostengono, anche all'interno del nuovo quadro organizzativo dell'area vasta, l'ipotesi dell'ospedale in rete col presidio di Piombino, come collaborazione finalizzata a produrre valore aggiunto rispetto alle attività già esistenti nell'Ospedale di Cecina. In un contesto di ridefinizione dei rapporti tra presidi all'interno dell'area vasta nord-ovest i sindaci riaffermano con determinazione la volontà di continuare a garantire gli attuali standard con il mantenimento di tutte le unità operative complesse esistenti nel presidio cecinese.
Le condizioni. Samuele Lippi, sindaco di Cecina, è stato il primo a parlare ufficialmente di rete fra gli ospedali di Cecina-Piombino. Ipotesi caldeggiata anche di sindacati confederali della sanità, seppur con alcuni distinguo. Osteggiata, invece, con decisione dal Fials e dal comitato per la sanità pubblica della Bassa Val di Cecina.
Oggi Lippi fa notare come il documento approvato segni alcune condizioni precise: garantire gli attuali standard e mantenere le unità operative complesse esistenti (Ortopedia ed attività chirurgica).
La commissione dell’Unione Colli Pisani. Ieri i sindaci dei comuni dell’Unione hanno relazionato del documento in commissione. Critica la minoranza che contesta la scelta di un ospedale unico su due presidi.
Ora la proposta passerà al vaglio della Conferenza provinciale guidata dal sindaco di Livorno Nogarin che ha già detto no al nuovo ospedale di Montenero.
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