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Castellina e Riparbella si fondono
L’annuncio dei due sindaci: a novembre l’atto dei consigli, in primavera il referendum
RIPARBELLA. In principio fu l’unione. E l’unione era di 5 comuni. E Castellina e Riparbella erano due di questi 5 comuni. Evidentemente il percorso associato, sottoscritto da tutti gli enti, era - come si dice - condizione necessaria ma non sufficiente in vista di una gestione associata dei servizi. Così il nuovo principio è che entro la fine di novembre i due consigli comunali di Castellina e Riparbella approveranno una delibera con cui si ratifica l’avvio della procedura per l’unione. Nasce, insomma, il comune unico Castellina-Riparbella, col beneplacito della Regione, che dovrà emanare una legge speciale ed indire il referendum. Che i due sindaci già prevedono per la primavera 2016, se tutto va bene aprile o maggio.
«Già leggendo la legge regionale che isituiva l’unione dei colli pisani - dice Renzo Fantini, primo cittadino di Riparbella - si capisce che questa non era più sufficiente, era necessario fare un passo oltre e Riparbella e Castellina hanno pensato di iniziare un percorso che porti alla fusione». Federco Lucchesi, sindaco di Castellina, ricorda che la fusione ra i due comuni “era già parte integrante del mio programma elettorale”e mette in evidenza come questo processo sia necessario per poter “benificiare si incentivi economici, ma anche per rendere più efficienti i servizi». Perché - ricorda il sindaco - poter spendere senza i vincoli rigidi del patto di stabilità e poter beneficiare, per 5 anni, di entrate regionali di 500mila euro, non è cosa da poco. Senza contare che con risorse in più si può pensare di far quadrare bilanci - dicono i due sindaci - senza dover far ricorso essenzialmene alla leva fiscale (tasse, in soldoni), come succede da un po’ di anni a questa parte.
Lucchesi, che peraltro è favorevole al comune unico della bassa val di Cecina - rilanciato da Samuele Lippi - e si augura che “dalle parole si possa presto passare ai fatti”, afferma anche che questo nuovo comune potrà sedere tranquillamente all’interno dell’Unione dei Colli Marittimi e Pisani, peraltro rafforzato. Duemilaquarantasei residenti a Castellina, 1630 a Riparbella ed un bacino turistico che cresce notevolmente in estate, servizi già associati (con Montescudaio, Guardistallo e Casale Marittimo). Ed ora la possibilità di “contare un po’ di più». Ora che con lo studio dell’Irpet e la proposta del Pd regionale l’argomento della “spending review “ degli enti locali è tornata tra i cavalli di battaglia, Castellina e Riparbella ci provano davvero. E non a parole.
Ieri sere a Castellina si è svolta la prima riunione della commissione consiliare congiunta che dovrà stabilire il percorso che porterà all’unione. Si discuter dell’iter partrecipativo, del coinvolgimento dei residenti e anche - perché no - del nome del nuovo comune.
Anche se, a giudicare dai primi sondaggi, un “Castellina-Riparbella” andrebbe benissimo e non farebbe torto a nessuno.
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