Il presidio
Studio Irpet, Lippi lancia l’idea del supercomune
Non solo uniti a Rosignano ma a tutti gli enti locali della Bassa val di Cecina «Il nome? Non mi interessa, credo nel progetto. Abbiamo già gestioni associate»
CECINA. No, non è mica uno scherzetto lo studio dell’Irpet. I sindaci lo prendono molto sul serio, a cominciare da Samuele Lippi. Nel paese dei mille “campanili” vien da dire: facile eh, Lippi ci guadagna. Sparisce Rosignano, Cecina diventa un maxicomune, le “barbabietole” vincono sul bicarbonato e le ciminiere. Ed anche le logiche dei numeri, con l’accorpamento, vanno un po’ a farsi benedire: Rosignano è sopra i 30mila abitanti, Cecina sotto. Però, stando al’Irpet,sarà Cecina il supercomune.
Lippi mette al bando la rivalità, almeno dice. «I nomi non mi interessano, il progetto sì. Eccome».
Chi non cancella un po’ di competizione a nord e sud del Tripesce, confine geografico dei due comuni, sono i rosignanesi. Ieri sul Tirreno Giacomo Luppichini - ex consigliere comunale oggi a capo dell’Anpi - ironizzava: risolto il problema del cambio del nome, “ci chiameremo Cecina Marina Nord”, in riferimento al sondaggio che tiene banco tra pro-loco e albergatori. Battute, ma anche qualche ringhio probabilmente deve essere apparso sul volto di chi vede, in simili processi, rischi di perdita di posizioni o ruoli. E poi, la questione del nome, non è mica e solo una robetta di “forma”, dicono nelle sei rose medicee.
Lippi, però, vuole accantonare il ragionamento sul “nome della cosa”. Insidioso, certo. «Guardate - afferma il sindaco - io credo che arrivare ad una Toscana con soltanto 51 comuni (oggi sono 287, per la cronaca) sia necessario. E vado oltre rispetto all’ipotesi dell’Irpet (che fonde Cecina con Rosignano, Castellina, S. Luce e Riparbella). Io penso ad un comune unico per tutta la bassa Val di Cecina, un comune di oltre 80mila abitanti. Ragioniamone insieme. Lo dico anche agli altri sindaci. Abbiamo già alcune attività che gestiamo insieme. Proviamoci».
Lippi plaude al Pd regionale, “che sostiene questa ipotesi della fusione tra comuni”. Irpet parla di un’operazione che può consentire risparmi: 200 milioni, o qualcosa di più. Di mezzo c’è un mare grande.
Però di fusioni se ne discute da un pezzo. Nè parlava anche l’ex sindaco Stefano Benedetti, ipotizzando il comune unico con Bibbona. Bastò pronunciare l’ipotesi per far scattare dalla sedia il collega di Castagneto Tinti: con Bibbona ci siamo già noi, la glaciale replica.
Oggi Lippi va ancora oltre e sfida i campanili. Vediamo chi lo seguirà.
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