Il presidio
«Emergenza povertà» Anche il sindaco lancia l’allarme
Franchi: «Continui colloqui con famiglie in difficoltà» Problemi fondamentali sono disoccupazione e alloggi
ROSIGNANO. Aumentano le famiglie che vivono sotto la soglia di povertà anche sul territorio comunale e sono sempre di più i cittadini che varcano la porta dell’ufficio del sindaco per chiedere una forma di aiuto.
Una situazione che lo stesso Alessandro Franchi dice essere «complicata» e che va avanti ormai «da circa due anni. Il problema maggiore – continua – è quello della mancanza di lavoro. Quando il lavoro viene a mancare seguono a ruota tutti gli altri problemi, ossia quelli relativi alla difficoltà per pagare l’affitto, e garantire attività essenziali per la propria famiglia».
Rispetto al 2014 il Comune di Rosignano ha raddoppiato, passando da 50mila a 100mila euro, l’esenzione sulla Tari e «abbiamo reintrodotto un contributo, quest’anno pari a 25mila euro, destinato ad aiutare le famiglie che non riescono a pagare le utenze». «Una situazione complicata - precisa il primo cittadino - nonostante che il Comune stanzi per il sociale circa 3 milioni di euro l’anno. Un milione e 800 mila euro alla Società della salute che interviene sulle politiche sociali rivolte ai bambini, agli anziani e i disabili».
Poi ci sono i servizi direttamente gestiti dal Comune. Anche qui non mancano gli stanziamenti come i 500 mila euro che sono stati previsti per l’emergenza abitativa. Quindi si aggiungono le varie forme di sostegno, «cercando - dice Franchi - di porre la massima attenzione al welfare. Questo, visti i bilanci delle amministrazioni locali, ci porta inevitabilmente a compiere delle scelte sul territorio».
Tante dunque le risorse che l’amministrazione ha stabilito di destinare a questo settore. Ma sembrano non bastare mai. Il lavoro è il problema essenziale; a seguire l’emergenza abitativa.
L’edilizia popolare è, ormai, ferma da anni «e di risorse pubbliche – dice Franchi – non ce ne sono. Adesso, sembra che qualche cosa possa cambiare con la nuova legge di stabilità: se liberano risorse in questo settore – conclude il sindaco – è certo che faremo la nostra parte», anche se le liste di attesa per ottenere una casa popolare si allungano di anno in anno.
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