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C’è il sindaco di Guardistallo al banchetto pro referendum
CECINA. Il sindaco di Guardistallo Sandro Ceccarelli scende a Cecina. Il primo cittadino sabato si è visto al banchetto per contribuire alla raccolta delle firme per ottenere il referendum abrogativo...
CECINA. Il sindaco di Guardistallo Sandro Ceccarelli scende a Cecina. Il primo cittadino sabato si è visto al banchetto per contribuire alla raccolta delle firme per ottenere il referendum abrogativo della legge regionale 28/2015 di riforma della Sanità. «Ho firmato perché non si può temere uno strumento democratico come il referendum anzi, abbiamo bisogno che la politica riconquisti il suo ruolo e rappresenti i diritti e i bisogni della gente oggi troppo spesso dimenticati difronte alle esigenze del dio denaro che tutto comanda – afferma il primo cittadino del paese collinare –. Non si possono fare riforme su riforme delle riforme senza che nessuno di noi abbia non solo discusso ma neanche capito cosa stia succedendo, quindi credo che questa sia una importante occasione perché si dibatta democraticamente sul futuro della nostra sanità».
Ieri mattina, invece, il banchetto è stato allestito anche a Guardistallo. «Per permettere ai nostri residenti di firmare – dice Ceccarelli – mentre gli uffici comunali saranno a disposizione fino a giovedì». Sono gli ultimi giorni per contribuire alla raccolta delle firme. I movimenti civici proseguono con il loro impegno. Mancano poche migliaia di firme.
«La risposta dei cittadini è stata fantastica e se stiamo accelerando i tempi per chiudere la raccolta delle firme già questa settimana è solo per bloccare la strategia antidemocratica messa in atto dall’assessore Saccardi che vuole abrogare la legge da loro appena approvata solo per evitare il referendum abrogativo – sostiene Pamela Tovani di Cecina Civica –. Potevamo procedere con calma per tutti i sei mesi concessi dalla leggere referendaria, quindi fino a dicembre, ma non potevamo accettare che dalla Regione impedissero ai cittadini di esprimersi liberamente». E aggiunge Alessandro Lucibello Piani di Insieme per cambiare: «Questo iter referendario, al di la di come si potrà concludere la votazione, ha già un enorme merito: finalmente il tema della sanità non può essere risolto con i vuoti slogan che arrivano da chi governa».
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