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Psicologi in aula per sostenere il dolore dei compagni di classe

di Anna Cecchini
Psicologi in aula per sostenere il dolore dei compagni di classe

CECINA. A sostenere i compagni di classe di Elia sono arrivati gli psicologi. Gli studenti della 4 A linguistico, la classe frequentata dal diciassettenne morto a Milano dopo essere precipitato dal...

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CECINA. A sostenere i compagni di classe di Elia sono arrivati gli psicologi. Gli studenti della 4 A linguistico, la classe frequentata dal diciassettenne morto a Milano dopo essere precipitato dal sesto piano del palazzo dove era alloggiata la scolaresca in gita all’Expo, ieri sono andati a scuola. Per loro tornare a sedersi dietro ai banchi in quell'aula al secondo piano della sede del Fermi di via Ambrogi che sembra immersa nel sorriso vivace di Elia Barbetti è stato un colpo al cuore.

Così la scuola, sapendo quanto per i ragazzi sarebbe stato difficile il rientro, ha deciso di accoglierli in maniera adeguata. «Stamani (ieri, ndr) - spiega la vicepreside del Fermi Angela Senatore - i ragazzi sono stati seguiti da psicologi ed operatori esperti. È chiaro che sono sotto choc, l'intera scuola adesso è nel pieno di una tragedia emotiva. I ragazzi in particolare hanno bisogno di tempo per riflettere su quello che è accaduto al loro compagno». Da qui la decisione dei vertici del Fermi di garantire ai compagni di classe di Elia un sostegno psicologico non solo ieri, giorno del rientro alla normalità, ma anche nei prossimi giorni. Perché tornare alla vita "regolare", fatta di scuola, studio, sport, musica e serate con gli amici, per questi adolescenti non sarà semplice. «Come scuola - prosegue la vicepreside - siamo chiaramente vicini alla famiglia, che anche venerdì mattina abbiamo risentito non solo per esprimere il nostro cordoglio ma anche per far sapere loro che siamo disponibili ad aiutarli in ogni modo»

Certo è che la prima preoccupazione dell'amministrazione scolastica sono gli studenti. «Per questo - dice Senatore - stiamo facendo seguire i compagni di Elia da alcuni esperti. Noi abbiamo 1.200 alunni, una comunità scolastica intera che dopo la tragedia che ci ha colpiti deve lentamente tornare a vivere. È nostro dovere occuparci dei ragazzi».

Quanto a una decisione definitiva sui viaggi di istruzione, la vicepreside sottolinea che è troppo presto per affrontare l'argomento. Le ultime gite all'Expo (decise da maggio scorso), che avrebbero dovuto svolgersi nei prossimi giorni, sono state chiaramente annullate. Ma sulle visite guidate solitamente fatte in primavera la scuola deve ancora prendere una decisione definitiva. «Adesso non siamo in grado - dice la vicepreside - di valutare con lucidità. Siamo nel momento della tragedia e dobbiamo affrontare questo. Sul tema deve esserci una riflessione seria che coinvolga scuola, genitori, studenti. Inoltre la decisione finale spetta al collegio dei docenti e questo non è certo il momento per organizzare un percorso così articolato».

Il Fermi, a dire il vero, già alcuni anni fa ha bloccato le gite scolastiche, ma per motivi assai meno gravi. «C'era in atto in tutta Italia - termina Senatore - una battaglia sindacale degli insegnanti, che per protesta hanno deciso di non organizzare gite. Questa volta è diverso, non si tratta di una protesta, quello sui viaggi di istruzione è un tema da affrontare in modo ampio, per prendere una decisione ponderata».

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