Il presidio
Un cerchio di abbracci per Elia
Assemblea nelle sedi del liceo, lungo silenzio dei ragazzi per ricordare l’amico
CECINA. Silenzio. Assoluto silenzio. Di quello talmente denso da rimbombare nelle orecchie e calare come gelo fino in fondo al cuore. Le non parole di quel cerchio di studenti che si sono seduti lungo il perimetro della palestra del liceo Fermi in via Ambrogi, sono il segno tangibile del dolore. Erano centinaia, arrivati alla spicciolata con le lacrime agli occhi. Senza dire niente si sono sistemati uno accanto all’altro. Al centro un enorme spazio vuoto, quello che la scomparsa di Elia ha lasciato in ognuno di loro.
Così, venerdì 16 mattina, gli studenti del liceo Fermi hanno sentito il bisogno di condividere la tragedia. Un dramma che da soli non riescono a sostenere. Due le assemblee che si sono tenute, una nella palestra della sede di via Ambrogi e l’altra in quella della succursale di via Napoli. Tutti i 1200 alunni dell’istituto superiore cecinese hanno infatti deciso di stringersi in un abbraccio nel nome dell’amico scomparso tragicamente.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.12280921:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2015/10/17/news/per-favore-niente-ipocrisie-1.12280921]]«Ci siamo adoperati - spiega il preside Giuseppe De Puri - per condividere questo momento così pesante dal punto di vista emotivo». Dopo interminabili minuti di silenzio, in cui sembrava che la mente ed il cuore di ogni ragazzo si fossero fermati all’unisono. Niente striscioni per Elia, almeno per ora, ma frasi e pensieri scritti in piccoli biglietti per quell’amico strappato alla vita troppo presto. Gli studenti hanno provato a riflettere sulla tragedia di Milano. A loro, al termine dell’assemblea, si sono uniti anche i professori, il preside e l’onorevole Rocchi (in aspettativa per motivi istituzionali).
Ha parlato De Puri, provando a condividere con quelle centinaia di studenti il peso che opprime l’intera scuola da mercoledì mattina. «Non vogliamo inibire la loro adolescenza - dice il preside - ma farli crescere con consapevolezza. Ho detto quanto sia fondamentale restare uniti». Al termine dell’assemblea la scuola ha fatto quadrato, per resistere a un dolore troppo forte per essere superato in solitudine. Gli studenti, i professori e il preside, si sono presi per mano, formando un grande cerchio dentro la palestra. Un abbraccio collettivo pensando ad Elia, lo studente modello e campione di calcio che ognuno di loro tiene stretto nel cuore. Ma anche un modo per trovare il coraggio, tutti insieme, di andare avanti nonostante la tragedia che ha colpito l’istituto.
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L'AUTOPSIA. La Procura di Milano ha aperto un'inchiesta con le ipotesi di “morte come conseguenza di altro reato” e “spaccio di stupefacenti”, a carico di ignoti, sulla morte di Elia Barbetti, il ragazzo di 17 anni precipitato nelle prime ore del mattino di giovedì da una finestra dell'albergo dove si trovava per una gita scolastica all’Expo. L'autopsia, fissata per sabato 17, potrebbe fornire ulteriori elementi per ricostruire le cause della tragedia. Resta comunque prevalente l'ipotesi di una caduta accidentale determinata da un malore o da uno svenimento, dopo che Elia e gli altri tre compagni di camera avevano bevuto alcolici e fumato un paio di spinelli. Gli investigatori della Squadra mobile milanese puntano ad accertare in che modo il ragazzo e i suoi compagni si siano procurati la marijuana che gli agenti hanno trovato nella camera e che i ragazzi hanno ammesso di avere fumato. I compagni di gita di Elia e gli insegnanti, intanto, sono tornati a casa, dopo che gli investigatori hanno ascoltato una decina di loro. «Riteniamo attendibili le dichiarazioni degli studenti», ha detto il capo della Mobile, Alessandro Giuliano. Sul caso è intervenuto anche il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini per esprimere «cordoglio alla famiglia della vittima, alla scuola e ai dirigenti scolastici. Le gite non sono in discussione – ha aggiunto – non sono le cause di questi drammi».
I PRECEDENTI Quelle scie di dolore lasciate dalle gite scolastiche
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