Il presidio
I condoni edilizi valgono 3 milioni
Ancora 2500 pratiche da evadere, il piano del Comune
CECINA. Trent’anni non sono bastati per chiudere con il passato. La porta del primo condono edilizio a Cecina è ancora aperta. Nonostante i ripetuti annunci ci sono domande inevase che risalgono al 1985. Un armadio della vergogna, per la materia e l'incapacità delle amministrazioni di monetizzare quanto dovuto da chi ha commesso abusi. Un carico di pratiche alimentato anche dai condoni successivi, del 1994 e del 2003, su cui ha messo gli occhi la giunta Lippi, che promette di venirne a capo nell’arco di due o tre anni. E per farlo mette insieme un pool di dipendenti volontari, con profili professionali adeguati, disposti a lavorare oltre l’orario d’ufficio. Diciotto persone che faranno gli straordinari, organizzate in quattro squadre. A loro il compito di spulciare le circa 2.500 pratiche che a conti fatti dovrebbero far incassare 3 milioni di euro.
La storia. Sui numeri dei condoni c’è da sempre un alone di incertezza. Che siano 2.000, 2.500 o di più le pratiche inevase non è dato saperlo. Comprensibile tenuto conto che nell’arco di trenta, ventuno e dodici anni, questo il tempo intercorso dalla presentazione delle domande, anche la memoria storica negli uffici vacilla. E poi da mettere in fila ci sono i nomi di chi ha avuto la responsabilità amministrativa del Comune. A partire dal 1985 si sono succeduti cinque sindaci: Renzo Cioni, Claudio Vanni, Paolo Pacini, Stefano Benedetti e dall’estate 2014 Samuele Lippi. Vari i proclami alla stretta, con tanto assunzione di un geometra che una volta in organico è finito per occuparsi di tutt’altro. C’è chi ne ha contatti una decina dal 1985 a oggi.
[[atex:gelocal:il-tirreno:cecina:cronaca:1.12269649:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.12269649:1652107301/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Il test. A spulciare quelle cataste di fogli da gennaio scorso ha iniziato in modo sistematico un geometra. Un impegno per metà del suo orario di lavoro che in sei mesi ha portato a chiudere 63 condoni facendo incassare al Comune circa 130.000 euro. Un test che ha dato la misura di quanto sia importante e utile chiudere questa partita. E così ha preso quota il fondo di bilancio di 20.000 euro per finanziare il lavoro in orario straordinario. All’interno degli uffici è circolato un avviso per sondare la disponibilità dei dipendenti. In 18 accettano la sfida. Nel pool oltre a quattro geometri tra gli altri figurano quattro vigili e un esperto legale. E facendo il conto della serva, trascurando la specificità di ogni pratica, si conta di smaltirne almeno 1.000 all’anno. L’idea annunciata lo scorso marzo si è fatta progetto e a breve dovrebbe decollare.
I numeri. L’impatto dei tre condoni edilizi sul Comune di Cecina è riassunto da questi numeri: 3.270 domande presentate col maxi-condono del 1985, quello più grande. Altre 940 domande col condono del 1994 e 290 con l’ultima sanatoria, quella del 2004, sul cui numero di richiesta ha indubbiamente pesato la stretta della Regione Toscana che ha imposto vincoli stringenti sulle possibilità di condonare strutture edilizie non conformi ai regolamenti. I numeri delle pratiche fanno registrare un totale di 4.550 dal 1985 al 2004 da cui tolte quelle risolte dagli uffici ne restano circa 2.500. Un arretrato smaltito a singhiozzo e in genere a seguito dell’urgenza dettata da operazioni di compravendita immobiliare. Tanto che ancora sono giacenti delle pratiche di trent’anni fa. E nessuno fa mistero delle difficoltà con cui potranno essere risolte dovendo reperire carte ingiallite dal tempo.
Le cifre. In valore la stima dei condoni è di 3 milioni di euro e tiene conto di una media di circa 1.500 euro per singola pratica, al netto dei mancati incassi. Ma le pratiche non sono tutte uguali. A fare la differenza è anche la legge: si deve ai meccanismi dei diversi condoni. In quello del 1985, per esempio, si pagava l’oblazione ma non i contributi accessori. Con i condoni del 1994 e del 2004, invece, si pagano sia l’oblazione che gli oneri. Ad alimentare il conto le sanzioni derivanti da danno ambientale, a cui va aggiunta la tariffa dei diritti di segreteria maggiorata, introdotta dal Comune di Cecina, e che è di 100 euro a pratica.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
