Il Tirreno

Dalla fabbrica ai diritti omosex

di Andrea Rocchi
Dalla fabbrica ai diritti omosex

Santini, sindacalista Cgil, parla a gay e lesbiche «Cambiare sul lavoro si può, noi l’abbiamo fatto»

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ROSIGNANO. «Si, lo confesso. Ero emozionato». Stefano Santini, 53 anni, diploma di ragioneria, un figlio, un passato in Dow Chemical e Carbochimica, poi, dal '99, l'ingresso in Ineos Manufacturing (polo Solvay), è abituato a confrontarsi con gli operai che gli parlano di salario, sicurezza, turni, integrativi. E' abituato alle tensioni della fabbrica e della piazza (da sindacalista si è speso contro il Jobs Act ed è finito in tv a Gazebo per il famigerato cartello "twettacelo tutto", riferito al premier Renzi).

Martedì sera, però non c'erano le tute blu ad ascoltarlo e neppure i compagni della Cgil. Ha parlato della sua esperienza di sindacalista davanti ad una platea di gay e lesbiche riunite nel convegno provinciale dell'Arci a Livorno. Il motivo? E' stato uno degli artefici, insieme ai colleghi della rsu Ineos di Rosignano, nell'operazione di far inserire nell'accordo integrativo 2014-2016 l'estensione del diritto di congedo retribuito a tutte le coppie, etero e omosessuali. «Dico subito che l'invito dell' Arci a partecipare come relatore a questo appuntamento mi ha fatto piacere. Non ero abituato a parlare davanti a tanti ragazzi e ragazze, e soprattutto a parlare di discriminazione e diritti. Ma è stato bello, ed importante. Ed anzi credo che questo sia solo un primo passo».

Spogliatosi del dogma del sindacalista tutto fabbrica e lavoro, come un moderno Cipputi (il mitico operaio nato nel 1976 dalla penna di Altan), Stefano Santini ha spostato il sindacalismo di scala locale anche sul tema dei diritti e delle pari opportunità. L'idea di allargare l'applicazione del congedo retribuito è stata il frutto di un'ispirazione, seguita peraltro ad un grave fatto di cronaca. Santini l'ha raccontato alla platea dell'Arcigay: «E' nato tutto nel novembre 2012, quando un ragazzino di 15 anni si suicidò perché emarginato e discriminato dai coetanei. Lo chiamavano il ragazzo dai pantaloni rosa. A parte un coro di solidarietà su Facebook non è seguito nulla. Così mi sono chiesto: cosa posso fare io, nella mia veste di sindacalista, per tenere alta l'attenzione sul problema della discriminazione di genere? E così, parlandone in Cgil ma soprattutto coi miei colleghi di lavoro, abbiamo deciso di lavorare in concreto ad una piattaforma del contratto integrativo che estendesse diritti non solo a persone eteresessuali. Così abbiamo allargato il congedo matrimoniale retribuito alle coppie non etero».

Resistenze in fabbrica? «No - ha spiegato Santini - i lavoratori della rsu, ma non solo, hanno accolto favorevolmente la proposta. E devo dire che c’è stata una bella apertura anche da parte dell’azienda che si è dimostrata illuminata sul tema dei diritti».

Così il sindacalista dei chimici Cgil ha portato questa testimonianza (oggi un omosessuale su due dice di essere discriminato sul lavoro), volendo tuttavia allargare il tema dei diritti.

«Non dobbiamo fermarci - dice Santini - questo è un punto di partenza, ma le discriminazioni hanno molte facce. Penso, per esempio, a quelle religiose. Perché non prevedere, per esempio, forme di attenzione per i lavoratori di fede musulmana durante il periodo del ramadan. Ma l’estensione dei diritti deve valere per tutte le forme di culto».

Santini conclude: «Io amoo dire, e non è una citaziuone mia: i diritti sono come il sole, se io mi abboronzo non tolgo nulla a te».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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