Italia
Premio “Vite Colte” all’enoteca Tognoni
BOLGHERI. Il premio “Vite Colte” della Guida dell’Espresso 2016 quest’anno ha incoronato Bolgheri e per la precisione l’Enoteca Tognoni che si trova nel centro storico del paese, vicino al Castello....
BOLGHERI. Il premio “Vite Colte” della Guida dell’Espresso 2016 quest’anno ha incoronato Bolgheri e per la precisione l’Enoteca Tognoni che si trova nel centro storico del paese, vicino al Castello. Qui Francesco Tognoni e Paola Chiarantini, i titolari, tra i più storici “osti” del borgo, posseggono una delle cantine più fornite della Toscana. Il riconoscimento va infatti al ristorante come miglior “Enotavola dell’anno” (solo altre due le premiate in tutta Italia: una a Torino e una a Napoli).
Per “le enotavole – si legge nella motivazione- e i locali che accompagnano ad una cucina di qualità una grande selezione di vini”. E pensare che tutto era cominciato da una piccola bottega di alimentari e generi vari negli anni Sessanta. C’era Antonio Pacelli, detto Totò, anche barbiere del paese, che quasi illuminato prese, in tempi non sospetti, la licenza per somministrare alcolici. Allora c’era poco vino, soprattutto sfuso e di bassa qualità, poi arrivò il ’68 del Sassicaia e le cose cambiarono.
Oggi il nipote Francesco ha sviluppato la tradizione familiare vivendo, in prima persona, la straordinaria trasformazione commerciale enologica del luogo. Aperta nel 2000 con circa 50 etichette, l’enoteca oggi ne conta ben oltre 700 e si è fortificata come una sosta imperdibile per gli amanti del genere e i collezionisti di bottiglie.
Tra i piatti menzionati si “agguanta” la tradizione con la guancia di vitello brasata nel vino rosso e un classico intramontabile, la pappardella al cinghiale. Nel menu è possibile farsi tentare però anche da qualche piatto di pesce. «Siamo molto contenti del premio – hanno commentato Paola e Francesco – dopo una lunga esperienza nella ristorazione e nella vendita del vino fa sempre piacere. Ormai, con tutto lo staff, siamo una famiglia affiatata. Bolgheri, nonostante il passare del tempo, mantiene sempre una grande magia e imboccare il viale dei Cipressi è come entrare in un’altra dimensione, quasi aulica che non ti stanca mai».
Divina Vitale
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