Il presidio
Il comitato: «Soldi Asl ai privati per esami»
Il cardiologo Marabotti: un buco nella rete per la cura di ictus, traumi e infarti. Il nodo emodinamica
CECINA. Alt alla privatizzazione della sanità. Il comitato ammonisce: «Il riordino che stanno imponendo viene invece motivato dalla grossa menzogna che mancano soldi e che quindi è necessario, in una fase di crisi, tagliare. Apprendiamo che l’Asl livornese deve appaltare a privati una serie di esami (ecografie e doppler), quando i macchinari ci sono e si tratterebbe solo di assumere il personale che serve e che invece continuano a tagliare. Non sarebbe forse meglio che i dirigenti Asl pensassero a migliorare il servizio nelle strutture sanitarie pubbliche piuttosto che organizzare il lavoro e i guadagni delle cliniche private, fornendogli i clienti e togliendo risorse al servizio sanitario pubblico?». Interviene don Reno, parroco che - ricorda - ha fatto parte di 3 comitati ed ora lancia l’offensiva contro la legge 28: «Stanno spogliando l’ospedale di Cecina, siamo arrivati al torsolo». E alla Regione che parla di team di specialisti che si muovono ribatte: «No alla corriera dei medici tra Cecina e Piombino». E conclude: «Siamo al deserto sahariano ei servizi sanitari».
Interviene il consigliere 5 Stelle di Rosignano Mario Settino, che invita ad un’iniziativa pubblica di protesta per lo slittamento del consiglio comunale aperto sulla sanità previsto il 23 ottobre ma rinviato al 12 novembre. Altri interventi dopo quelli dei relatori e del cardiologo Marabotti. Quest’ultimo, nel contestare la legge 28, ha accusato la fondazione Monasterio («Dove peraltro ho lavorato e dove ci sono medici e servizi efficienti») di essere una sorta di poltronificio della Regione. E nello specifico della bassa val di Cecina ha evidenziato quelle che, a suo parere, sono lacune nella rete di cura di ictus e infarti. «La neurochirgia è a Livorno e a Pisa. L’emodinamica, ci sono due sale a Pisa ed una a Livorno. A sud la più vicina è a Grosseto. Cecina potrebbe erogare prestazioni di eccellenza se si volesse». In sala si registrano anche gli interventi del giornalista Antonio Valentini che, fra vari argomenti, fa notare come la distanza fisica fra presìdi sanitari anche in caso di rete sia una criticità, di Medicina Democratica che pone l’accento sull’ assoluta assenza di politiche per la prevenzione, di Vincenza Zagaria e di altri partecipanti all’incontro di lunedì sera.(a.r.)
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