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Un direttorio a tre per gestire la crisi
Bacci nomina Scarpellini, Ciampini e Mirabelli. Verso il congresso
CECINA. Il quarto ex segretario in un anno e mezzo. Quattro segretari e due presidenti in 18 mesi: un bilancio che fotografa il Pd cecinese come il mitologico Cronos divoratore dei suoi “figli”. E ora la palla passa alla Federazione livornese.
Elettroshock in assemblea. Venerdì sera, dopo le dimissioni di Costalli, l’assemblea della Guido Rossa ripresasi dallo stupore del colpo a effetto - “Cronaca di una morte politica annunciata”, ha esordito il segretario, laurea in informatica con una passione per letteratura e musica - si è interrogata sul futuro del partito. Che fare? I probabili successori, secondo le indiscrezioni più o meno informate, Lia Burgalassi e soprattutto Vincenzo Argentieri, hanno fatto un passo indietro. Prima di eleggere un nuovo segretario - è il parere unanime dell’assemblea, e non poteva essere diversamente sotto l’elettroshock di Costalli - bisogna fare chiarezza.
Verso il congresso. Andare alla conta? Prematuro, e rischioso in un clima divisivo. È prevalsa allora la richiesta di aggiornare l’assemblea, sotto la supervisione degli “organi superiori”, la Federazione e il regionale (ieri sera non erano presenti né Bacci né Mazzeo, per i tempi stretti della convocazione, ma qualcuno maliziosamente insinua che abbiano voluto posticipare il confronto sul dopo Costalli, quando le sue dimissioni saranno state digerite e stemperate). A chiedere un aggiornamento dell’assemblea Carlo Rotelli, confermato da Luciano Bandini e Lia Burgalassi. Massimo Marini ha auspicato un appronfodimento dei grandi temi politici e Vincenzo Argentieri ha espresso la necessità di andare ad un “vero congresso”, non un “votificio”, che esprima una segreteria forte e condivisa. Si è così convenuto di convocare al più presto un aggiornamento dell’assemblea (che non si è conclusa) con la presenza, insieme agli organi dirigenti procinciali e regionali, dello stesso segretario dimissionario Costalli.
Il caso Cecina: direttorio di Bacci. Del caso Cecina si è discusso subito a caldo ieri mattina a margine dell’assemblea territoriale coordinata da Lorenzo Bacci, il quale ha completato la sua segreteria per aree tematiche e ha dato incarico a tre persone di sua fiducia di affrontare quello che è stato definito off records il caso più spinoso del Pd dopo Marino. Battute a parte, la matassa cecinese è assai complessa da sbrogliare: ci dovrà pensare un direttorio a tre, un organismo di garanzia formato da Sandra Scarpellini, sindaco di Castagneto ma nella veste di coordinatrice per la Bassa Val di Cecina all’interno del Pd provinciale, Alessio Ciampini, responsabile enti locali, e Federico Mirabelli, responsabile dell’organizzazione. Su mandato del vicesegretario regionale Antonio Mazzeo, Bacci ha dato incarico ai tre membri della sua segreteria di preparare la prossima assemblea, indirizzando il partito verso il congresso. Il direttorio comincerà dalla prossima settimana i colloqui a partire dalle figure istituzionali: il sindaco Lippi, il presidente del consiglio comunale Valori e il capogruppo consiliare del Pd Imbroglia. Le consultazioni saranno poi allargate all’assemblea del partito. Obiettivo: individuare un traghettatore interno. Che sia un uomo solo (Argentieri? L’ex sindaco Benedetti?) o un team (i garanti del partito, Carugi, Marini e Argentieri, oppure i due segretari di circolo e il capogruppo).
L’ex segretario e il sindaco. Si sente più leggero Filippo Costalli dopo le dimissioni, sollevato dal peso di un incarico che, come ha detto nel suo intervento, non poteva più gestire. Compresso da un groviglio di veleni e divisioni, non ultima la crisi di giunta con la fuoriuscita di Carli. Una stoccata al sindaco Lippi che conferma la freddezza dei rapporti tra i due, drasticamente cambiati dopo le dimissioni dell’ex vicesindaco.
Per Lippi le dimissioni di Costalli aprono ora un’altra partita, per l’elezione di un segretario “amico”.
Una partita lunga, perché al congresso si arriverà almeno nei primi mesi del 2016, e all’interno del partito le correnti avranno buon gioco nella ridefinizione di alleanze e candidature.
@mariameini
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