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Rifiuti, più vicina la gara per l’Ato Costa
Golino (Fp Cgil Livorno): «Ai Comuni chiediamo che il nuovo gestore sia totalmente pubblico»
CECINA. Arrivare alla fase del dialogo competitivo entro la fine di ottobre. È questo il termine che viene indicato come auspicabile ai sindaci della Bassa Val di Cecina per colmare il ritardo con cui l’Ato Costa arriverà a selezionare il nuovo gestore dei rifiuti. La data viene messa sul tavolo in occasione dell'incontro di presentazione dello stato dell'arte dai tecnici chiamati ad accompagnare le procedure di gara per la selezione di una società mista (a maggioranza pubblica) che sarà il nuovo gestore.
Alla riunione che si è tenuta in municipio a Cecina si presentano anche le rappresentanze sindacali delle aziende pubbliche Rea, Esa e Aamps e il segretario Fp Cgil Livorno Giovanni Golino. Ed è lui a lanciare l’appello ai sindaci. «Chiediamo un incontro alle amministrazioni comunali per aprire un confronto e concordare – afferma Golino – sulla possibilità che il futuro gestore, Reti Ambiente Spa, nel quale confluiranno Rea, Esa e Aamps, compreso il personale che vi opera, insieme ai lavoratori dei Comuni che oggi svolgono il servizio di gestione del ciclo integrato dei rifiuti, possa essere totalmente pubblica». Che aggiunge: «L’accordo sindacale recentemente siglato è una tutela importante perché fissa l’obbligo da parte del nuovo gestore di applicare a tutti i dipendenti il contratto nazionale di Igiene ambientale, estendendolo anche ai lavoratori degli appalti».
Il dialogo competitivo è una fase preliminare in cui verrà avviato un confronto con i candidati ammessi alla gara con l'obiettivo di elaborare una o più soluzioni di gestione del servizio sulla base delle quali i candidati selezionati saranno invitati a presentare le offerte. Saranno i Comuni, chiusa la fase del dialogo, a determinare sulla base delle proprie esigenze di servizio a comporre il capitolato tecnico, che dovrebbe essere pronto per gennaio 2016. Un risultato per sommatoria su cui verrà formulata un'offerta unica a livello di ambito. Le prime proiezioni in molti casi annunciano previsioni di costi congelati o al ribasso per i comuni. Ma è uno scenario in cui si sconta più di una incertezza, da quella legata alla disponibilità di impianti di smaltimento e trattamento, alle scelte in controtendenza di capoluoghi come Lucca e Livorno. Insomma, la soglia di una raccolta differenziata del 70% si scontra con la mancanza di impianti di compostaggio capaci di assorbire le maggiori quantità. (m.m.)
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