Italia
Pd, l’incognita dell’assemblea
Convocazione legata alla presenza di Bacci. Attesa per la decisione di Costalli
CECINA. L’attesa assemblea del Pd cecinese è alle porte. Doveva essere convocata per domani sera nella sede della Guido Rossa, ma a ieri restava il punto interrogativo legato alla concomitanza dell’assemblea territoriale fissata per sabato a Livorno. Due appuntamenti ravvicinati che mettono in forse la presenza a Cecina del segretario di Federazione. Bacci dovrebbe infatti partecipare insieme al vicesegretario regionale Mazzeo, secondo il programma deciso nell’ultima assemblea comunale dopo la crisi aperta dalle dimissioni dell’assessore Carli. Nel caso in cui non potessero partecipare, l’assemblea sarà spostata alla prossima settimana. Che a questo punto è l’ipotesi più probabile visto che le convocazioni devono arrivare 48 ore prima.
Il segretario Filippo Costalli intanto ha riunito la segreteria martedì, un incontro blindato per evitare “fughe di notizie” prima dell’assemblea. Di cui ha fissato la scaletta ufficiale: riorganizzazione delle sezioni, con la chiusura del circolo Marina-Centro, e bilancio della festa dell’Unità, accompagnati dal tema caldo della sanità, rinfocolato dal referendum abrogativo della legge regionale sulle Asl. Di cui si parlerà proprio a Cecina, nella sala del palazzetto dei congressi lunedì sera, in un incontro convocato dal comitato civico per la sanità pubblica Cecina-Rosignano, a cui parteciperà anche il sindaco di Livorno Filippo Nogarin.
Ma al di là dell’agenda istituzionale, l’attesa nell’assemblea Pd è tutta per il segretario Costalli. Su di lui infatti sono accesi i riflettori da settimane, dopo che ha dichiarato di voler rimettere il mandato. Rassegnerà le sue dimissioni in quella sede, diventando il quarto ex segretario dell’ultimo anno e mezzo (prima di lui AlessandraMeini, Benedetto Roventini e Nicola Imbroglia)? E cosa succederà dopo? Le scommesse sono aperte sul futuro del partito. Sul suo successore e su come si arriverà alla nomina. Che dovrà per forza mediare tra le varie anime (correnti) del partito se si vogliono evitare nuove defezioni. E dimissioni.
Se Costalli darà corso alla sua intenzione, infatti, il Pd cecinese si ritroverà senza segretario e senza presidente (Lessi si è già dimesso).
Il primo dubbio riguarda proprio Costalli: la sua volontà, l’ha dichiarato, è quella di dimettersi, ma come lui stesso ha precisato è stato sollecitato ripetutamente, anche dal regionale, a rimanere. E in ogni caso le sue dimissioni sono subordinate alla riorganizzazione, almeno in avvio, del partito a Cecina. Cosa significa questo? Che intanto si dovrebbe arrivare a uno snellimento dei circoli: e questo è assodato con il taglio di Marina Centro. Ma da più parti c’è la volontà di andare oltre, fino ad una sezione unica. Ipotesi che probabilmente si potrà raggiungere solo con un congresso. Ma non prima dell’anno nuovo.
In questo caso, se Costalli darà le dimissioni, ci dovrà essere un traghettatore, un’unica figura oppure una commissione formata da più persone, che possono essere i garanti o altri nominati. O lo stesso segretario di federazione. (m.m.)
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