Il Tirreno

Panchine in pvc? Macché, in calcestruzzo

Il Comune risponde a Mancini (M5S) sugli arredi del lungomare. E i portaombrelloni sono dissuasori

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ROSIGNANO. Panchine in pvc? Ma dove. Pericoli per la salute? Mai e poi mai. E’ netta (e polemica) la risposta scritta che l’assessore alle Infrastrutture Piero Nocchi recapita alla consigliera M5S Serena Mamcini che il 17 settembre scorso aveva presentato un'interrogazione per avere chiarimenti sull'acquisto delle nuove panchine per l'arredo del lungomare di Rosignano Solvay, asserendo che si trattasse di manufatti in pvc e per questo costruissero un pericolo per la salute. Nocchi replica ed invita Mancini ha documentarsi meglio. «Innanzi tutto - scrive Nocchi - le panchine, fornite dalla Soc. Testland srl di Cagliari, sono in calcestruzzo e fanno parte del progetto complessivo di riassetto delle zone a mare di Rosignano Solvay, già approvato con delibera di giunta n. 56 del 9/4/2013. Pertanto, come si legge nella nota, "trattandosi di elementi di arredo urbano in calcestruzzo, non si rileva alcuna connessione tra la fornitura in questione e il referendum del 1988", citato nell'interrogazione. Mancini chiedeva "se è stato valutato il rischio di rilascio di monomeri cancerogeni di cloruro vinile monomero" e se abbia "un senso aver acquistato dalla stessa ditta perfino portaombrelloni in cemento". Nocchi precisa che “il rischio non è stato valutato in quanto le panchine non presentano tali componenti e che non si tratta di porta ombrelloni in cemento bensì di dissuasori fissi da ancorare alla pavimentazione in prossimità degli accessi alle due piazze, in sostituzione di quelli mobili già presenti che saranno riutilizzati presso altre aree comunali. La sostituzione si è resa necessaria perché i dissuasori attuali erano spesso spostati con rischi di danneggiamento della pavimentazione, specialmente nella piazza dove è presente la fontana."

In conclusione, per il Comune non sussistono motivazioni per restituire i materiali acquistati, “ma sembra evidente che la consigliera del Movimento 5 Stelle - dice Nocchi - ha presentato una interrogazione senza neanche documentarsi accuratamente. A tale proposito Nocchi ha commentato: «Quando si parla di costi della politica forse bisognerebbe tenere presente che interrogazioni, interpellanze o richieste di accesso atti immotivate e superficiali non fanno che appesantire il lavoro degli uffici, andando a discapito della cittadinanza che si dice di voler salvaguardare»..

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