Il Tirreno

«Ciao guerriera, sei con noi»

di Anna Cecchini
«Ciao guerriera, sei con noi»

Centinaia di persone al funerale della ragazza morta a 16 anni

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CECINA. «Signore, proteggi Laura. E tu Laura proteggi noi. Ti amo, tua sorella Andrea». Termina così la lettera che la sorella maggiore della giovane guerriera scomparsa lunedì sera dopo una lunga malattia ha letto alla fine della cerimonia funebre. Parole d’amore infinito per una sorellina che ha sofferto troppo. «Ciao tata - ha detto Andrea - anche se siamo sempre state diverse, dentro siamo gemelle, di sangue, cuore e midollo. Perché donarti il mio midollo è stato un regalo».

In piazza del Duomo, nel primo pomeriggio di ieri, si è radunata una folla di giovani, amici e conoscenti di Laura, che con le lacrime agli occhi hanno atteso l’arrivo del feretro. Alle 15 un mare di persone ha invaso il centro cittadino, e poi si sono distribuite all'interno della chiesa.

Insieme al feretro, davanti all’altare, gli amici di Laura hanno portato grandi mazzi di fiori. E poi, sulla bara, Andrea ha sistemato una stupenda foto della sorella sorridente. In terra, vicino ai fiori colorati, un grande orsacchiotto di peluche color miele. L’orsacchiotto di Laura, la piccola guerriera che dopo aver combattuto con un neuroblastoma dall’infanzia si è dovuta arrendere al male. «Ma tu non ti sei arresa - ha detto Andrea al termine della funzione - Hai convissuto con “l’inquilino” (così Laura chiamava la malattia, ndr) e ci hai insegnato che la vita è meravigliosa. Io, babbo e mamma, nonostante il dolore, abbiamo dovuto mettere in pratica quello che ci hai insegnato. E adesso siamo tutti qui e stiamo gridando l’inno della tua vita».

La cerimonia è stata officiata da don Pietro Menciassi, della parrocchia di Palazzaccio, la zona dove risiede la famiglia di Laura, insieme al parroco del Duomo don Marco Fabbri. Una funzione commovente, in cui risuonava il silenzio di una comunità incredula, come incapace di sorreggere tanto dolore. «Ci ricorderemo sempre di Laura, di quello che è stata e di quello che è - ha spiegato don Menciassi - Ci ha trasmesso la gioia di stare con gli altri e, nonostante il dolore, non si è mai arresa. Il nostro ricordo per te, Laura, sarà forte come è stata la nostra amicizia».

Al funerale erano presenti in rappresentanza del Comune il sindaco Lippi, con la fascia tricolore, oltre all’assessore al sociale Giovanni Salvini, che ha letto un passo del Vangelo, e altri esponenti del consiglio comunale.

Dopo la benedizione, sull’altare è salita Andrea. Per tutta la durata della cerimonia questa ventunenne sorella-coraggio è rimasta seduta a fianco di mamma Monica e babbo Celestino, che hanno continuato a fissare il feretro della figlia minore. Un dolore tremendo il loro, vissuto con dignità e compostezza. Le stesse con cui Laura ha affrontato tredici anni di malattia, invitando tutti a sorridere e a vivere la vita fino all’ultimo respiro.

Andrea ha stretto tra le mani quella lettera, che aveva scritto in un quaderno di un rosa sgargiante. Lo aperto sul leggìo e dall’altare ha parlato a Laura, davanti a una folla di amici e conoscenti che si sono uniti in un lungo applauso. Un riconoscimento a Laura per la forza che ha saputo infondere con il suo sorriso, nonostante il dolore, ma anche a tutta la sua famiglia, esempio di resistenza attraverso l’amore.

La folla, in lacrime, si è riversata all’esterno della chiesa e quando il feretro della ragazza è stato portato fuori un gruppo di amiche ha lanciato un grido, alto nel cielo: «Uno, due, tre. Io tifo per te!». Era lo slogan di Laura, quello che gli amici hanno scritto su maglie e striscioni in occasione di eventi organizzati da varie associazioni (Agbalt, Admo) a sostegno dei malati di leucemie e dei loro familiari.

Nel frattempo un grande mazzo di palloncini bianchi è stato liberato nel cielo. Anche nel novembre scorso, in occasione della festa a sorpresa per Laura sulla spiaggia di Marina di Cecina, gli amici avevano lasciato volare un mare di palloncini. Un modo per salutare Laura, che con la sua purezza ha insegnato a tutti l’attaccamento alla vita.

Prima che il feretro partisse, portato a spalla da parenti e amici e seguito da un lungo corteo fino al cimitero in via della Rimembranza, davanti alla chiesa è partita in stereofonia “L’isola dei girasoli”, la canzone di cui Laura ha scritto il testo nei mesi scorsi. Un fiume di parole che inneggiano alla vita e spronano tutti ad amare l’esistenza, nonostante dolori e difficoltà.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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