Il presidio
Una fabbrica mai vista prima
Gli scatti e un video di Andrea Gattini in Solvay Dieci giorni dedicati alla frazione di Rosignano
ROSIGNANO. Una fabbrica come non l'avete mai vista, con le sue complesse geometrie, gli imponenti impianti dove passato e futuro s'intrecciano, il corpo della sodiera - cuore pulsante dello stabilimento chimico - ma anche la fitta rete di tubature che lo attraversa, i macchinari color ghisa e, per finire, le ciminiere, emblema della Solvay sul territorio. Lo sguardo e la mano sono quelli di Andrea Gattini, 55 anni, designer, scenografo, produttore e fotografo-ricercatore: per 25 anni ha lavorato in teatro, televisione, con incursioni nel mondo della moda e della musica. Apprezzato in Francia e in Russia, dove ha collaborato coi teatri di Bobigny e il Maly Drama di San Pietroburgo, ha fondato con Tatiana Olear e Pierpaolo Olcese il Teatro Abitato di Milano.
La mostra con le sue fotografie che ritraggono lo stabilimento s'inaugura venerdì 16 ottobre al Teatro Solvay insieme ad una serie di appuntamenti dedicati alla frazione di Rosignano tra cui, domenica 18, la presentazione del libro di ricordi d'infanzia sul nostro paese di Leo Gattini, padre di Andrea e Marcello, recentemente scomparso.
«Questa esposizione - spiega Gattini - è dedicata alla grande industria e fa parte di un progetto espositivo più complesso che si chiama Machinery The photo exhibition. E' uno dei capitoli, ma anche quello più importante in quanto è la cerniera tra il passato, il nostro presente ed il futuro». Illustra i repentini e radicali cambiamenti del sistema produttivo, le mutate esigenze e le capacità ingegneristiche che cambiano i nostri stili d vita e le nostre abitudini. "
Machinery - come sostiene l’autore - ispira una personale riflessione nel visitatore: sul lavoro, gli sforzi ed i complicati sistemi di creazione e produzione dei prodotti che noi usiamo quotidianamente per noi scontati perché facilmente reperibile su un bancone del supermercato o in un negozio.
Gattini è entrato dentro la Solvay ed ha visto due fabbriche. Nella prima serie di foto interpretate con tecniche grafico pittoriche le luci e gli ambienti offrono una visione astratta della fabbrica rendendola, comunque, universalmente riconoscibile. Nella seconda serie di foto (in tutto troviamo 20 immagini ad altissima risoluzione 60x40 e 3 fotografie 120x80 stampate su tela da pittura Canvas), la fabbrica appare come è oggi. Nello spazio espositivo è presente anche un video "con lo scopo di completare con un ulteriore apporto di immagini anche l'indispensabile presenza umana al lavoro". Il video è di 12 minuti, realizzato e montato dallo stesso Gattini con le musiche di Nicola Ciammarughi.
«Avere ottenuto la disponibilità di poter lavorare - spiega Gattini - all'interno di una delle più importanti fabbriche chimiche nel mondo aggiunge un altissimo valore qualitativo al concetto di memoria, ricerca e progresso». La mostra è supportata dalla società Solvay, da Inovyn e dal Comune di Rosignano.
L'esposizione è al centro di una manifestazione che lo stesso Gattini ha organizzato e che sarà ospitata per dieci giorni all'interno del teatro dove troveranno collocazione alcuni scatti di fotografi locali (selezione curata dalla Pro Loco di Rosignano Solvay). Sarà l'occasione per festeggiare anche i 70 anni dell'Università Popolare ed i 30 dell'Unitre, due associazioni ormai realtà di questo territorio.
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