Il presidio
Comitato-Pd, baruffa sulle firme
Replica a Meini e Argentieri: «Noi corretti, i vostri di Palazzi ci negano sede Arci»
CECINA. Fuoco e polveri tra esponenti Pd e comitato per la sanità pubblica. I primi (Argentieri e Meini) accusano il comitato di fare allarmismo, di dire che “chiude l’ospedale” per raccogliere firme. Il comitato risponde: il volantino è chiaro “a confondere le acque sono proprio Argentieri e Meini”.
«Il volantino che distribuiamo - scrive il comitato - parla chiaramente della legge in questione, così come ne ha parlato chiaramente il dottor Giuseppe Ricci (tra i promotori della campagna referendaria) che abbiamo ospitato qualche sera fa. In ogni caso parlare di riordino dell'assetto della sanità pubblica, che è il contenuto della legge, significa proprio parlare di ospedali, della loro riorganizzazione, di reparti che vengono chiusi o ridimensionati, di personale sott'organico, di personale che va in pensione e non viene rimpiazzato (la legge in questione prevede ben 2.000 esuberi, che si aggiungono ai 2.500 dipendenti in meno dal 2011), di lunghe liste di attesa, di ticket e superticket, di prevenzione, ecc. ecc». E accusa: «E' evidente che a voler confondere le acque sono proprio Argentieri e Meini, rilanciamo comunque il loro appello alla cittadinanza tutta affinchè si informi, si interessi e partecipi attivamente alle riunioni del comitato, che si tengono il lunedì dalle ore 18 presso la sede gentilmente offerta dal Movimento 5 Stelle. Invitiamo a partecipare all'assemblea pubblica organizzata dai movimenti civici e che si terrà il 12 ottobre, dove potranno ascoltare nuovamente dal dottor Ricci le ragioni di una campagna referendaria che vede mobilitati centinaia di attivisti in tutta la Toscana, per raccogliere le firme necessarie». Nell’invitare a firmare si denuncia agli esponenti del Pd che “i loro colleghi di Palazzi ci stanno negando la sala dell'Arci per poter organizzare un'assemblea pubblica anche in quel quartiere proprio per discutere di sanità pubblica. Dicano allora la verità, come stanno le cose e soprattutto da che parte stanno: dalla parte del profitto che non guarda in faccia a nessuno o del diritto alla sanità pubblica per tutti?”.
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