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cronaca

Villa Godilonda, guerra sul taglio dei pini

Un'immagine del parco realizzata negli ultimi mesi

Dopo l’accertamento dell’abbattimento degli alberi, il Comune ha aperto un fascicolo. Richiesta una sanatoria paesaggistica


06 ottobre 2015 di Anna Cecchini


CASTIGLIONCELLO. Prosegue la battaglia sul parco di villa Godilonda. Il Comune, dopo la segnalazione della Posch Capital investment srl (proprietaria di due unità immobiliari) di abbattimenti di alberi nel giardino dell’ex villa Bulgari, ha organizzato, attraverso i vigili urbani, i necessari accertamenti.

«Poiché il taglio delle piante è stato effettuato in assenza di autorizzazione paesaggistica semplificata, si propone l’applicazione del procedimento sanzionatorio che prevede “In caso di violazione degli obblighi e degli ordini previsti, il trasgressore è sempre tenuto alla rimissione in pristino a proprie spese”. Pertanto si rende necessario sottoporre la pratica alla Commissione paesaggistica che dovrà stabilire le modalità e le prescrizioni da impartire nell’ordine di ripristino dello stato dei luoghi».


In pratica, si chiede che il giardino dell’edificio sia riportato allo stato precedente i taglo dei pini dalla proprietà - individuata nel verbale di accertamento (relazione istruttoria Pa 19/2015) in Zaynutdinov Timur (proprietario della parte maggiore dell’ex Godilonda).
La battaglia sul parco, lo ricordiamo è partita all’inizio dell’anno. La Posch Capital Investment srl, proprietaria di due unità immobiliari e delle relative pertinenze interne all’edificio e nel giardino, ha presentato un esposto in Comune e alla Procura della Repubblica di Livorno per far denuncia contro ignoti, segnalando come il parco avesse subito potature di cui la Posch non era assolutamente a conoscenza e che non condivideva in alcun modo.


Chiaro che a seguito dell’esposto il Comune abbia messo a punto un sopralluogo presso l’immobile. Che ha portato alla richiesta di ripristino dei luoghi. «Dopo l’accertamento - spiega l’assessore Margherita Pia -, come previsto dalle procedure, è stato aperto un fascicolo per responsabilità civile e penale». Adesso la proprietà di Godilonda (quella maggioritaria) ha la possibilità di richiedere una sanatoria paesaggistica. «La deve richiedere - prosegue Pia - chi ha commesso l’abuso all’ente che ha aperto il fascicolo. È chiaro che l’eventuale parere positivo a questo piano di sanatoria, che deve essere sottoposto alla Commissione paesaggistica, implica non solo il ripristino dei luoghi ma fa decadere anche responsabilità civile e penale». Il fatto è che fino ad oggi, la proprietà di Godilonda nei cui confronti è stato aperto il fascicolo (Timur Zaynutdinov) «non ha presentato alcuna sanatoria paesaggistica. Presumiamo lo faccia, e dopo avrà 90 giorni di tempo per realizzarla», termina l’assessore.
 

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