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De Nardo difende il punto nascite da 200 parti all’anno
Il medico: «Arriveremo a 300, dati ok visto il calo generale» E sulla chiusura: sia mantenuta almeno la diagnostica
PIOMBINO. Se la si può considerare una cartina di tornasole, significa che stavolta è diverso. Che è solo questione di tempo.
Al momento, nessuna precisazione. Neanche i classici annunci del giorno dopo, in seguito agli articoli di giornale che davano conto del rischio di chiusura del punto nascita di Villamarina, con l’impegno a provare ad impedirlo. E nessun aggancio a qualche progetto dal sapore fantasy, con accorpamenti solo virtuali, escamotage amministrativi per far tornare, sulla carta, il numero dei nati. Mantenendo in autonomia le due Maternità, Piombino e Cecina, dove sembrano destinati a nascere i piombinesi del futuro.
Magari aggiungendoci Portoferraio, per mettere definitivamente al sicuro la nursery di Villamarina.
Gli archivi ne dicono, di cose. Ne dicono tante.
Resta il fatto che non possono essere ignorate le parole dell’assessore regionale alla Sanità, Stefania Saccardi, sull’«apertura di una riflessione perchè i numeri non ci sono» apparse sul Tirreno di ieri.
Solo alla fine del febbraio scorso, era stato molto più tranquillizzante il suo predecessore, Luigi Marroni, che definiva le quattro realtà toscane a rischio «eccezioni ben motivate» per poter rimanere in piedi. Oltre a Villamarina, si riferiva a Barga, Bibbiena e Portoferraio. Perchè è qui che non si raggiungono i cinquecento parti annui fissati dalle direttive.
Fino a ieri, a Villamarina, le nascite sono state circa duecento. «Siamo in linea con il numero dello scorso anno. Ciò significa che in dicembre arriveremo a trecento», spiega il primario, dottor Ambrogio De Nardo. Per il quale il dato è sostanzialmente consolidato.
«E non è da ritenere negativo, in considerazione di un calo generalizzato delle nascite. E la crisi, nella crisi, della città e del suo comprensorio», afferma il medico. Che quantifica in un’ottantina le donne della zona che decidono di partorire a Cecina «per evidenti motivi logistici, per la viabilità. Altrettante sono le partorienti che arrivano a Villamarina da Follonica e dintorni. C’è compensazione tra i due elementi».
In attesa di decisioni che attengono alla politica, De Nardo ricorda che la discussione è in piedi da anni e in sostanza spera che possa non essere ancora detta l’ultima parola.
«Se si andasse alla chiusura mi dispiacerebbe fortemente. Prima come cittadino e poi come operatore. Anche perché difficilmente sarebbe l’unica. Perché si tende a ragionare sempre più in termini di area vasta», aggiunge.
Nel caso in cui la riflessione annunciata dall’assessore Saccardi si traducesse nella soppressione del punto nascita, De Nardo chiede attenzione a che rimanga qualcosa: «Penso alla diagnostica in gravidanza, al monitoraggio delle situazioni a rischio, all’applicazione della legge 194. Che almeno questo non ci sia tolto».
Nella riorganizzazione aziendale, si ipotizza una sorta di scambio, con la chiusura del reparto di ortopedia di Cecina guidato dal dottor Gabellieri, dirottato su Piombino.
Sui social l’operazione ha strappato qualche commento ironico. Ad esempio sui collegamenti tra i due ospedali. O sulla possibilità di farsi comporre le fratture ricorrendo all’epidurale, la tecnica di parto indolore introdotta pochi mesi fa a Villamarina.
E portata come esempio dell’impegno a rafforzare Maternità.
Valeria Parrini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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