Il presidio
L’Asl chiude la porta della Casa della salute
Lo spazio dato ai promotori del referendum abrogativo della sanità revocato a poche ore dall’incontro
CASTAGNETO CARDUCCI. L’assemblea pubblica, convocata da giorni, si trasforma in presidio. Una decina di persone all’esterno della Casa della salute di Donoratico, tra pubblico e organizzatori dell’incontro del Comitato toscano promotore del referendum abrogativo della legge regionale 28, quella di riordino della sanità. È già sera quando dall’Asl arriva la comunicazione che le porte dell’auditorium rimarranno chiuse.
La prenotazione accolta con giorni di anticipo viene respinta all’ultimo. La direzione sanitaria della Bassa Val di Cecina rispolvera il regolamento interno e sottolinea che gli spazi non possono essere concessi per iniziative che vanno contro l’azienda. E a poche ore dall’inizio scatta il passaparola per avvisare i partecipanti. «Il sindaco Scarpellini informata della situazione é intervenuta mettendo a disposizione la sala del consiglio a Castagneto – dicono gli organizzatori –, ma visti i tempi non si è rivelata una soluzione percorribile».
Il portavoce del Comitato toscano Giuseppe Ricci non ci gira intorno. «La Asl ha commesso prima un errore e poi una grande porcata – dice –. L’errore è stato quello di aver concesso l’uso della sala-conferenze (ancorché a pagamento) agli organizzatori. Se esiste un regolamento che impedisce tale manifestazione non dovevano autorizzarne l’uso ed incassare soldi. La “porcata” è quella di revocare l’uso della Sala a poche ore dall’evento». Al sit-in partecipa anche il consigliere regionale dei 5 Stelle Andrea Quartini. «È mancata la misura del buonsenso – afferma –. Lo spazio è dell’azienda sanitaria, ma ha anche un valore di rappresentanza di tutti i cittadini, di chi condivide le ragioni referendarie, di chi la pensa all’opposto e di chi si defila. Le ragioni del referendum sono sotto gli occhi di tutti, con i tagli la sanità non può certo migliorare». (m.m.)
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