Il presidio
L’anno scolastico inizia in Norvegia
L’esperienza dei ragazzi della 5ª D Grafici dell’Isis Marco Polo
CECINA. Niente libri e compiti. E neppure lezioni da seguire in aula. Eppure tutti giurano di essere tornati in classe con tanta voglia di studiare. Dopo una settimana a contatto con la natura e il tempo dei ritmi lenti. Fuori dalla quotidianità scandita dalla scuola e mille altri impegni. È così che dal 14 al 23 settembre i ragazzi della 5ª D Grafici dell’Isis Marco Polo di Cecina hanno iniziato il loro anno scolastico. In Norvegia, sull’isola di Haraldivic, a Kristiansand, accompagnati dal professore d’italiano Sandro Betti.
«Non è stata solo una gita, ma un’esperienza altamente formativa», dice Betti. L’occasione l’ha offerta il progetto che da alcuni anni sta portando avanti con tenacia e successo il dottor Paolo Pini dell’Asl 6 di Livorno. Si chiama “Naturalmente uguali” e si propone di favorire occasioni di socializzazione tra chi soffre di malattie mentali e ragazzi delle scuole superiori. L’attività fa il paio con altre simili svolte in altri Paesi europei ed è da qui che nascono gli scambi internazionali.
«Alcuni ragazzi non avevano mai fatto un’esperienza di viaggio, altri per la prima volta hanno preso un aereo», dice Betti. E una volta arrivati in terra norvegese per una settimana hanno vissuto gomito a gomito con i colleghi norvegesi. Gli ingredienti sono semplici. Socializzare attraverso la vita comunitaria ed esperienze fuori dall’ordinario. Trekking, escursioni in bici o kayak. «Sono nate amicizie e ci siamo lasciati con la promessa che verranno a farci visita. Per una settimana anche i più restii si sono trovati a parlare in inglese e hanno scoperto una realtà e un modo di vivere e fare scuola diverso che ha dato loro entusiasmo e autostima, spronandoli a studiare anche in vista dell’esame di maturità».
Un percorso e un progetto formativo che all’Istituto Marco Polo viene seguito da 5 anni, e su cui hanno puntato prima il preside Di Pietro e adesso Benucci. «Sono esperienze che fanno bene a tutta la scuola – conclude Betti – che anche in questo caso ha dato prova della sua dinamicità e di stare dalla parte dei ragazzi».
Manolo Morandini
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