Il Tirreno

la protesta

Sindacato Mps dopo le rapine «La sicurezza prima di tutto»

CECINA. La misura è colma. «Vogliamo la tutela dei nostri diritti e per questo ci riserviamo di mettere in piedi ulteriori iniziative in tutte le sedi coinvolte, perché la legge 626 esiste anche per...

2 MINUTI DI LETTURA





CECINA. La misura è colma. «Vogliamo la tutela dei nostri diritti e per questo ci riserviamo di mettere in piedi ulteriori iniziative in tutte le sedi coinvolte, perché la legge 626 esiste anche per noi, e pretendiamo che sia rispettata! La nostra sicurezza viene prima di tutto, prima del budget, prima dei contatti, degli atti di vendita, della Ril». Non sfuma i toni la rappresentanza sindacale aziendale del Monte dei Paschi di Siena della provincia di Livorno. «Non abbiamo vinto nessun mondiale di calcio né un bel premio Oscar, ma siamo comunque primi in classifica! Non per impieghi, raccolta indiretta lorda o commissioni, ma per fama: negli ultimi mesi siamo riusciti a essere la prima banca che in 45 giorni ha subito ben 2 rapine nella stessa filiale, ambedue a mano armata! Verrebbe da dire che i rapinatori si erano trovati bene alla prima visita e hanno pensato bene di ritornare avendo testato che i livelli di sicurezza erano minimi».

Il primo episodio è del 13 agosto. Il colpo da 43.000 euro messo a segno alal filiale di corso Matteotti di Cecina da due banditi armati di pistola. Il secondo il 28 settembre. Uno è rimasto nell’atrio della banca, l’altro ha scavalcato il bancone e ha puntato un coltello alla gola di un cassiere per farsi dare i soldi. Poi sono fuggiti con un bottino intorno ai 20.000 euro. «Abbiamo scoperto, dopo la prima rapina, che la filiale era stata classificata dall’azienda a rischio zero, nonostante l’agenzia 1, distante solo 100 metri, abbia già in dotazione le Tarm – dice la Rsa –. Dopo il primo evento criminoso nulla si è mosso! Tutto tranquillo, tutto come prima, tutto sotto traccia. Ripristinare la guardiania incide troppo sui costi». Una nota indirizzata alla direzione generale. «Solamente i sindacati, in collaborazione con il collega responsabile della sicurezza sono intervenute, riuscendo a riportare all’attenzione di quanto accaduto gli uffici preposti in direzione generale e sollecitando l’invio dei nuovi sistemi di deterrenza! – sostiene la rappresentanza sindacale –. Ma ahimè, siamo stati cattivi profeti, e pessimo è stato, ancora una volta, il tempismo di chi doveva intervenire. “Ciak, si gira: rapina Mps Cecina scena seconda”! Sicuramente è venuta meglio della prima, con decine di clienti nel salone ed i colleghi col coltello alla gola! Ma siamo a Cecina, non a Hollywood! Le pistole sono vere ed i coltelli tagliano!». E concludono: «Dove sono le funzioni preposte a vigilare sulla salute e sulla sicurezza dei colleghi, costretti a lavorare con gli occhi sulle bussole per prevenire altri atti criminosi, con un eccessivo senso di responsabilità e in condizioni di assoluta insicurezza?».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera