Il presidio
Sanità, oltre 20.000 firme per il referendum
Nella sede dei 5 Stelle l’incontro del Comitato per abrogare la legge 28, in prima fila anche don Reno
CECINA. «A mezzanotte di mercoledì 30 settembre avevamo depositato 20.010 firme. È un risultato importante, fondamentale è che in questa settimana la raccolta vada avanti in maniera quantitativamente significativa». Giuseppe Ricci, portavoce del Comitato toscano promotore del referendum abrogativo della legge regionale 28, quella sul riordino della sanità, spiega che l’obiettivo delle 40.000 firme può essere raggiunto.
Parla nella sede cecinese del Movimento 5 Stelle, davanti a una platea eterogenea: non solo grillini (di Cecina e Rosignano), infatti, ma ovviamente rappresentanti del Comitato locale per la sanità pubblica, esponenti dei Carc, di Medicina democratica. Presenti anche i due consiglieri comunali Pamela Tovani (Cecina insieme) e Alessandro Sascia Lucibello Piani (Insieme per Riparbella), oltre che il cardiologo dell’ospedale cecinese Claudio Marabotti, che sottolinea di non essere un fondatore del comitato ma di aver firmato per ottenere il referendum abrogativo. Da evidenziare la presenza, in prima fila, di don Reno Pisaneschi, promotore del primo Comitato pro ospedale che adesso partecipa anche alla battaglia contro la legge 28.
«Sulla vicenda dei moduli per raccogliere le firme - ha detto Ricci - siamo stati costretti a richiedere il parere del Collegio di garanzia, che darà una risposta il 16 ottobre. Inoltre la Regione non chiarisce da giorni se per l’autentica delle firme valgono anche i consiglieri provinciali o no. Ciò dimostra che sono terrorizzati da questo referendum, perché sanno che se viene fatto lo vinciamo e li mandiamo a casa, anche perché a favore del referendum sono tutti i partiti escluso il Pd. Ecco che stanno facendo di tutto per manipolarci». La volontà del gruppo referendario, al tavolo dei relatori insieme a Ricci c’erano l’esponente del Comitato Mariangela Nasillo e la consigliera M5S Rosanna Farinetti, «è quella di chiudere la raccolta firme entro il 24 ottobre per presentare tutto al Collegio di garanzia il 29 o il 30», ha spiegato Ricci. Che ha ricordato anche l’appuntamento dell’8 ottobre «quando andremo in consiglio regionale per esprimerci contro i funzionari e contro il Pd».
Il timore del Comitato è che l’intenzione della Regione «sia quella di inserire - ha concluso Ricci - tre o quattro articoli della legge 28 all’interno della vecchia norma sulla sanità, di fatto modificandola. Se faranno questo gioco gli andrà male, perché sappiamo che in quel caso sarà possibile cambiare il quesito referendario».
Anna Cecchini
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