Il Tirreno

Maggioranza a tre la giunta Lippi ora è più debole

di Manolo Morandini
Maggioranza a tre la giunta Lippi ora è più debole

Il consigliere Stefanini lascia il Pd e dà vita a Cecina per «Assicuro il mio impegno nel rispetto del programma»

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CECINA. «Esco dal gruppo del Pd, ma continuo a riconoscermi nel Pd e nei valori che questo partito rappresenta». Risultato politico: il consigliere Fabio Stefanini si mette in proprio e dà vita a “Cecina per”, gruppo organico alla maggioranza a cui assicura un impegno «propositivo e costruttivo, nel rispetto del programma di governo, ma anche critico quando lo riterrò utile». Un distinguo dai Democratici che fa il paio con l’uscita, alla fine dello scorso anno, di Massimo Gentili, rimasto in maggioranza ma con il gruppo autonomo Ispirazione Dem. E che è impossibile non mettere in relazione ai forti mal di pancia di cui soffre il partitone. Come alle dimissioni agostane di Giamila Carli, la più votata alle amministrative del 2014, che ha rimesso le deleghe di assessore alla Qualità urbana e l’incarico di vicesindaco. Adesso la giunta Lippi si trova a dover rendere conto e confrontarsi con tre gruppi. Tutti giurano fedeltà, ma di fatto il segnale dopo il botto dell’uscita di scena di Carli è altrettanto forte. In aula al sindaco si chiede un cambio di passo, più confronto, discussione e sintesi. «Non credo nell’uomo solo al comando», dice Stefanini.

Lo strappo si consuma nella seduta notturna del consiglio comunale del 29 settembre. Quella in cui Sabrina Giannini si dimette dal consiglio per l’incarico di assessore all’Urbanistica e a lei subentra Ilaria Cappelli, dopo il rifiuto per impegni professionali di Federico Parenti. «La scelta che ho fatto, per me inaspettata e sofferta, non è in conseguenza degli ultimi avvenimenti che si sono succeduti in giunta e nel partito – dice Stefanini in consiglio –. È frutto di un processo che dura da più di un anno. Il gruppo, la giunta e il partito ne sono testimoni. Dopo l’insediamento del sindaco e delle giunta ho iniziato a manifestare, nelle sedi deputate, dubbi e contrarietà, in particolare sul metodo di governo».

Da consigliere a capogruppo. Stefanini rimane nelle commissioni Attività produttive e Urbanistica, ma di quest’ultima ha lasciato la presidenza. Ma c’è un precedente. «Prima a giugno, e poi con una comunicazione protocollata nel mese di luglio – dice –, ho comunicato al sindaco, al gruppo e alla giunta la mia decisione di rinunciare all’incarico che mi era stato assegnato per “Coesione e qualità delle imprese” poiché non si erano create le condizioni necessarie e adeguate per un corretto svolgimento del mio lavoro».

Non nega l’evidenza e il significato dello strappo il segretario del Pd Filippo Costalli: «È una scelta che indebolisce l’azione dell’amministrazione». E aggiunge: «Non siamo riusciti a mutare la direzione di questo processo. Il disagio di Stefanini permaneva dal tempo dell’insediamento della giunta. Ma sono convinto che nel solco del programma elettorale, che anche Stefanini ha contribuito a scrivere, l’amministrazione comunale non avrà problemi. Dovremo far sedimentare la cosa per poi confrontarci a livello di gruppo e di assemblea degli iscritti».

La politica è anche una questione di numeri. Nell’insieme dei tre gruppi la maggioranza continua a poter contare su 10 consiglieri. In quota Pd ne restano 8, altri due (Gentili e Stefanini) si sono smarcati acquisendo un peso ben più di rilievo considerato che tra i banchi dell’opposizione si contano 6 teste. Il capogruppo Pd Nicola Imbroglia si trova a fare i conti con la seconda defezione in un anno. «Stefanini nel motivare la sua scelta non ha fatto riferimento al gruppo o al partito, ma all’amministrazione – sottolinea il capogruppo –. Dopo una fase non facilissima questa è una delle conseguenze per come sono andate le cose. Adesso serviranno più dialogo e tempo per arrivare alla quadratura del cerchio, ma la maggioranza, di cui anche Stefanini fa parte, può andare avanti».

A chi lo stuzzica Fabio Stefanini ribatte: «A 64 anni e in pensione non ho da fare carriera e non accetto strumentalizzazioni. Ho voluto dare un segnale forte e mi auguro che risulti tale». E nel futuro? «La vita è una strada aperta, potrei anche ricredermi».

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