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Caso rifiuti bollette per un milione mai pagate

CECINA. Un chiodo da oltre un milione di euro per il mancato pagamento di bollette sui rifiuti. È il conto che si è alimentato tra la fine del 2011 e il 2014, da quando cioè il servizio di...

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CECINA. Un chiodo da oltre un milione di euro per il mancato pagamento di bollette sui rifiuti. È il conto che si è alimentato tra la fine del 2011 e il 2014, da quando cioè il servizio di riscossione è passato in capo al Comune di Cecina. La cifra emerge dalle pieghe del bilancio di previsione dove da quest’anno è obbligatorio iscrivere un fondo per i crediti di dubbia esigibilità. Un importo consistente tenuto conto che per il 2015 la spesa per il servizio di raccolta e smaltimento ammonta a 6.154.604 euro. Un nodo a fronte del quale in questi giorni sono stati spediti dall’ufficio Tributi 9.000 avvisi, riferibili a una platea di circa 3.000 posizioni.

«Dentro c’è anche chi non ha mai pagato, ma il grosso è dovuto a incongruenze – dice l’assessore al Bilancio di Cecina Federico Cartei –. Le verifiche sono state fatte in modo puntuale per nome e rateizzazione degli importi». Nel mazzo figurano anche società edili e stabilimenti balneari con posizioni rilevanti per l’importo.

Bollette insolute, ereditate dal passato che una volta incassate consentiranno all’amministrazione comunale di ridurre il fondo per i crediti di dubbia esigibilità, liberando risorse per altri interventi. «I contribuenti stanno ricevendo avvisi bonari per chiarire le loro posizioni – afferma l’assessore Cartei –. A seguire passeremo le pratiche per la riscossione coattiva attraverso Equitalia». Un percorso tutt’altro che semplice e dai tempi non certi. Con i nuovi criteri per il recupero per esempio l’Agenzia fino a cifre di 2.000 euro non può fare azioni di pignoramento e gli avvisi al moroso devono essere inviati con cadenza semestrale.

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