Il Tirreno

Addio a Pietro Barsotti, storico barista del Barracuda

Divina Vitale
Pietro Barsotti, detto Naso
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Pietro Barsotti, detto Naso

Donoratico, un personaggio simbolo del paese che lo ricorda con aneddoti affettuosi

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CASTAGNETO. È morto Pietro Barsotti, lo storico barista dell’ex bar Barracuda di Donoratico. 89 anni, è deceduto dopo alcune complicazioni che hanno fatto seguito ad un incidente in auto, con la sua vecchia Cinquecento, accaduto nei giorni scorsi in località Casone a Castagneto Carducci, nel quale aveva riportato diverse fratture. Si trovava in ospedale a Cecina, lascia la figlia Mariastella, con la quale viveva.

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Il suo legame con Donoratico è profondo come profondo è il ricordo che lascia nelle persone che lo hanno conosciuto. Aprì il bar Barracuda nel 1970, sulla centrale via Aurelia a Donoratico, nel dopoguerra era stato rappresentante del pastificio Bacci di Castagneto e poi controllore sulle corriere della Lazzi. L’attività del bar verso la metà degli anni Novanta fu rilevata da altri gestori e il nome cambiò in Royal Bar. Poi il bar negli ultimi anni ha chiuso definitivamente. Sono tante le storie che si sono sempre rincorse in paese sulla sua personalità e ricordate, sulle pagine Facebook, in queste ultime ore. Descritto da tutti come un uomo scontroso ma molto divertente, pronto alla battuta, un personaggio emblema del paese, un pezzo di storia che se ne va. Si racconta che quando vedeva fermarsi i pullman sull’Aurelia chiudeva addirittura il bandone perché tanto non ne valeva la pena. Oppure se qualche cliente entrava mentre si stava svolgendo una partita a biliardo, sua grande passione, li invitava ad andarsene in altri bar del paese.

Soprannominato Pietro Naso, i clienti affezionati lo sbeffeggiavano spesso. Ma sempre con affetto. Perché Pietro era un uomo generoso e simpatico. «Quando entrava qualcuno e andava al banco – scrivono - lui restava seduto a leggere il giornale. Dopo un po’ gli chiedevano: non c'è il barista? E lui rispondeva: mah, lo cercavo anch'io!». Tanti i messaggi di affetto e di saluto. «Il paradiso dei baristi l'ha chiamato per farsi due risate con le sue mitiche frasi». Aveva la battuta pronta per tutti, infatti, e sapeva intrattenere i ragazzi con un sacco di attività, primo fra tutti il biliardo. Un punto di riferimento per le comitive dei giovani del tempo che ieri, con nostalgia ma anche tanto buonumore, lo hanno ricordato sulle pagine dei social, attraverso gli aneddoti e le battute più simpatiche consumate dietro a quel bancone diventato per tutti un cult. I funerali, curati dall’impresa funebre Belcari, si tengono il 24 settembre alle 15,30 nella chiesa di San Bernardo Abate a Donoratico.  

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