Il Tirreno

I lampioni sono nuovi, ma non illuminano

di Elisa Pastore
I lampioni sono nuovi, ma non illuminano

Rosignano, a Serragrande residenti sul piede di guerra: «I led fanno risparmiare energia, ma le strade sono buie e pericolose»

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ROSIGNANO. Minacciano un esposto. Si stanno mobilitando, stanno pensando ad una raccolta di firme da portare direttamente all'attenzione dell'amministrazione comunale.

A distanza di pochi giorni dalla sostituzione delle lampadine dei lampioni con nuove luci a led in tutto il quartiere di Serragrande i residenti sono già sul piede di guerra. Sì perché, spiegano: «va bene risparmiare con luci a basso consumo energetico ma questo non può essere fatto a danno della sicurezza stessa di noi cittadini».

In pratica, secondo i residenti della zona, le nuove lampade a led hanno un raggio di luce molto più ridotto rispetto alle precedenti, che si limita ad illuminare una piccola area direttamente sotto il lampione. «Per cui - ripetono i cittadini - nella distanza che c'è tra un lampione e l'altro le strade la sera rimangono praticamente al buio. Non solo, dal momento che alcune vie secondarie del quartiere di lampioni ne hanno solo uno, queste la sera si ritrovano in pratica senza illuminazione».

Una situazione di forte disagio di fronte alla quale i cittadini, sin dalle prime sere, si sono mobilitati. Hanno chiamato l’apposito numero verde per segnalare il loro malcontento. «Mercoledì - raccontano - un gruppo di tecnici verrà a fare un sopralluogo per misurare effettivamente il grado di luce che i nuovi lampioni emettono». Dopodiché decideranno come muoversi. Se continuare o meno con la raccolta delle firme da portare in Comune. Da portare quindi all'amministrazione che ha affidato dallo scorso primo marzo tutta l'illuminazione pubblica alla Citelum, un'azienda di Milano individuata attraverso la Consip, una centrale di committenza del Ministero creata appositamente per far risparmiare le pubbliche amministrazioni.

Tra gli obiettivi dell’amministrazione, chiaramente, quello di ridurre la dispersione di luce nell'ambiente, l'emissione di anidride carbonica fino al 70% ed ottenere un risparmio energetico del 60% circa. Il tutto però, come sostengono i residenti in Serragrande, a danno della cittadinanza. «Ci stiamo avviando verso l'inverno – ci dicono – quando farà buio già verso le sei del pomeriggio per le vie del quartiere in pratica, se la situazione rimarrà questa, non avremo luce. Pensiamo ai bambini, agli anziani, ai padroni dei cani che dopo cena li accompagnano fuori, ai giovani che rientrano tardi a casa e che si trovano costretti a parcheggiare con scarsa illuminazione. Per di più in questo modo non si combatte certo la criminalità, anzi si aiuta l'incremento di atti vandalici».

La convenzione, stipulata dal Comune con un affidamento in stile global service durerà per nove anni (durante i quali l’amministrazione locale verserà a Citelum 1 milione e 200 mila euro l'anno, la stessa cifra che l'amministrazione pagava per la manutenzione dei lampioni e per la fornitura di energia elettrica). Si tratta di un progetto di riqualificazione dell'illuminazione pubblica presentato con orgoglio dalla stessa amministrazione che però sta ora dimostrando che qualcosa evidentemente non è stato pensato nel modo giusto. A Serragrande i residenti non si sentono più al sicuro, ma non sono i soli. Anche sul lungomare di Rosignano, dai bagni Sirena fino ai bagni Trieste la situazione è la stessa. Le nuove lampade, sostitute già da settimane, lasciano l'intera passeggiata praticamente al buio.

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