Il Tirreno

Porto di Cecina, un mese per la ripresa dei lavori

di Manolo Morandini
Porto di Cecina, un mese per la ripresa dei lavori

Il presidente Giuliano Matteoli annuncia l’accordo con il costruttore Sales Spa Il programma illustrato a margine dell’assemblea annuale di Assomarinas

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CECINA. «Quello che riusciamo a mettere in acqua incontra subito il favore dei diportisti. È accaduto anche questa estate con i 36 posti barca nei pontili che sarebbero dovuti servire per il transito e per i quali abbiamo rischieste d’affitto annuale». Così il presidente Porto di Cecina Spa Giuliano Matteoli traccia la rotta di questi mesi estivi in cui il cantiere per la costruzione del porto turistico si è fermato. E lo fa in occasione dell’assemblea annuale di Assomarinas, l’associazione dei porti turistici che quest’anno ha scelto di convocarla a Cecina. Una scelta che ha il valore di un attestato per una realtà che punta a farsi spazio nel panorama nazionale.

Si trovano a ridosso delle banchine gli addetti ai lavori ed è l’occasione per illustrare il progetto Porto di Cecina, che ha preso le mosse nel 2012 dopo anni di gestazione e un lungo iter amministrativo. «Siamo ancora in un cantiere, al 50% delle opere previste, ma abbiamo già servizi e aree accoglienti – dice Matteoli –. Al massimo entro novembre ripartiremo con i lavori. Abbiamo sbloccato la questione dei fanghi stoccati, trovando gli spazi per il loro conferimento in discarica. E stiamo chiudendo gli accordi con la società costruttrice Sales Spa».

Il contesto resta complicato. Da una parte le difficoltà per dare gambe al completamento del progetto del porto turistico e dall’altra quelle di un contesto che, al di là di qualche timido segnale in positivo, per il diportismo resta di crisi. «Nei porti turistici nel 2015 si registra un incremento di attività – dice Roberto Perocchio, presidente Assomarinas –, soprattutto perché le imbarcazioni sono state tirate fuori dai capannoni dove erano state relegate durante gli anni più bui della crisi, quando i proprietari, spesso piccoli imprenditori, dovevano fronteggiare i problemi economici delle proprie aziende. Inoltre, il bassissimo prezzo dell’usato ha favorito l’ingresso di nuovi clienti sul mercato».

Nel breve termine a Cecina l’obiettivo è di far ripartire il motore della draga e completare l’escavo della darsena nuova, dove mancano 3 degli 11 pontili previsti. E concludere la costruzione delle zone di servizio, bagni e docce. Per completare l’opera servirebbero 30 milioni di euro. Molti meno per chiudere la partita del porto con l’omologa che aprirebbe alla possibilità di perfezionare i contratti di vendita dei posti barca. Per questo spicchio del progetto la stima di 2 anni di cantiere e un fabbisogno di 10 milioni. Tanti ne servono per realizzare le opere previste dalla convenzione in chiave sicurezza: l’argine in destra del fiume, dal ponte di via Volterrana all’altezza della caserma Villa Ginori, e il nuovo ponte sul fiume. Nel conto anche il restante tratto di argine dal ponte di Marina a quello della ferrovia, che è previsto a scomputo del valore dei terreni che il Comune ha ceduto alla Porto di Cecina per circa 2 milioni di euro.

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