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Addio allo storico tortaio di Cecina Eri Ginanneschi

Addio allo storico tortaio di Cecina Eri Ginanneschi

È morto a 93 anni, ex aviere era stato deportato in Ungheria Il locale in corso Matteotti aperto dal padre nel 1927

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CECINA. È morto domenica Eri Ginanneschi. Il re della torta di ceci aveva 93 anni, l’età e la malattia pian piano hanno consumato la sua forte tempra. Ex aviere, prigioniero di guerra, deportato per due anni in un campo di lavoro in Ungheria, per decenni a Cecina ha sfornato e sfamato con la sua specialità generazioni di studenti che una volta cresciuti hanno continuato ad affacciarsi nel suo locale “Henry” in corso Matteotti. Un’autentica passione e un mestiere ereditato dal padre Guido che in città era arrivato da Chiesina Uzzanese nel 1927 per aprire quella che in estate funzionava come gelateria e nei mesi freddi si trasformava per sfornare torta e castagnaccio.

Il piatto forte del signor Eri, che tutti chiamavano Enri, era la torta, quel disco dorato a base di farina di ceci. Sottile e croccante fuori, morbida dentro. Impossibile non associare il suo volto alla sua specialità che con la focaccina tonda, rigorosamente cotta in teglia, si chiama 5&5 perché nella prima metà del XX secolo significava 5 centesimi di lira di torta e 5 di sfilatino. A portare avanti l’attività dal 1994 è uno dei tre figli, Federico. Gli altri due, Guido e Pina hanno preso altre strade. Ma il signor Eri, così come sua moglie Leonetta, non si è mai staccato dal suo locale e non mancava un giorno, almeno finché la salute e l’età non lo hanno costretto a rinunciare a quell’appuntamento quotidiano. Una personalità ricca di estro. Quello che lo aveva spinto in gioventù a frequentare, senza finirla, la scuola d’arte a Lucca. Una passione che nel tempo ha coltivato e che ancora oggi si riflette anche nell’arredamento della pizzeria. Dalle stampe agli oggetti e giocattoli di una volta appesi alle pareti o custoditi nelle vetrine.

Nel gennaio 2010 Eri Gianneschi è stato invitato dalla presidenza della Repubblica alla cerimonia nella Giornata della memoria ed è stato insignito della Medaglia d’onore ai cittadini italiani deportati e internati nei lager nazisti 1943-1945. Riconoscimento di cui andava orgoglioso. La salma ieri è stata trasferita a Chiesina Uzzanese per la sepoltura nel cimitero comunale. (m.m.)

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