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Sessanta esuberi alla Cassa di Volterra Il rebus sostituzioni

Sessanta esuberi alla Cassa di Volterra Il rebus sostituzioni

CECINA. La Cassa di risparmio di Volterra va verso una riduzione di personale. Azienda e sindacati stanno parlando di questa eventualità che, potenzialmente riguarda circa 60 lavoratori sui 530...

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CECINA. La Cassa di risparmio di Volterra va verso una riduzione di personale. Azienda e sindacati stanno parlando di questa eventualità che, potenzialmente riguarda circa 60 lavoratori sui 530 complessivi. Si tratta di persone vicine alla pensione che hanno chiesto ai sindacati di poter usufruire delle agevolazioni previste in questi casi. Un argomento che sarà discusso nell’incontro che le parti avranno domani. Riunione che riguarderà anche altri aspetti legati al contesto occupazionale. Uno di questi è la sostituzione dei lavoratori in uscita con l’assunzione di giovani che, secondo un volantino distribuito e firmato da Cgil e Fabi, l’azienda rifiuterebbe «ogni minimo impegno a reintegrare i posti di lavoro con nuove assunzioni, mentre procede alla riassunzione dei pensionati consumando risorse con le quali potrebbero essere assunti un numero importante di giovani del territorio».

Sono recenti alcuni casi di lavoratori andati in pensione e nuovamente assunti, con contratti a tempo determinato, da parte dell’istituto bancario volterrano. La posizione della banca, rispetto a questi temi è che «la discussione è in corso su tutti questi argomenti», spiega Stefano Picciolini, vicedirettore generale della Cassa di risparmio di Volterra, che aggiunge: «È vero che metteremo in atto la procedura di esodo volontario, ma i numeri non sono ancora fissati. Potenzialmente sono 60, ma ne stiamo parlando con i sindacati, ai quali abbiamo dato la disponibilità a rendere stabili circa venti giovani che stanno lavorando con noi da alcuni anni con contratti di lavoro interinale. Questi saranno assunti con contratti a tempo indeterminato. Ma sulla possibilità di fare nuove assunzioni non vogliamo prenderci impegni con i sindacati, perché abbiamo in corso una riorganizzazione che, unita all’uscita di personale, non sappiamo ancora che effetti produrrà alla nostra azienda».

E sulle assunzioni di pensionati Picciolini ammette: «Con due lavoratori che avevano raggiunto i contributi per la pensione, ma non l’età pensionabile siamo giunti all’accordo di riassumerli con contratti a termine di due anni. In questa maniera abbiamo ridotto i costi e abbiamo la certezza che, fra due anni, non saranno più con noi. Magari liberando spazi per assunzioni di giovani».

Domani sindacati e dirigenti s’incontreranno per discutere dell’andamento economico e produttivo dell’azienda e delle previsioni per il bilancio d’esercizio. Un altro argomento della riunione riguarderà i processi di riconversione strategica e di revisione organizzativa, oltre alle modalità degli accordi sottoscritti, in particolare sul part-time, la promozione del part-time verticale e la revisione dei criteri di concessione. Le parti parleranno anche di pianta stabile e di prospettive dell’occupazione, ovvero chi e quanti sono gli esuberi.

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