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«Torte, niente fatti» Mancini si scaglia contro Montagnani

ROSIGNANO. La consigliera del M5S Serena Mancini punta il dito contro il comportamento tenuto dall’assessore Licia Montagnani in occasione del maltempo e degli sversamenti in mare, che hanno portato...

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ROSIGNANO. La consigliera del M5S Serena Mancini punta il dito contro il comportamento tenuto dall’assessore Licia Montagnani in occasione del maltempo e degli sversamenti in mare, che hanno portato al divieto di balneazione. «La prima ad indignarsi per il disastro causato dall'acquazzone di 10 giorni fa, fogne, sversamenti, divieti di balneazione per una settimana e più, doveva essere l'assessore al turismo, commercio e sport. Proprio i tre settori maggiormente toccati dal grave evento».

Secondo Mancini, «doveva indignarsi, l'assessore Montagnani, doveva chiedere di conto e spiegazioni dell'avvenuto al sindaco ed ai suoi colleghi di giunta, responsabili delle infrastrutture e dell'ambiente. Doveva schierarsi a fianco degli albergatori, dei ristoratori, dei commercianti, dei turisti, dei cittadini. Questo al di là e al di fuori di ogni schieramento di partito». Non ci sta Mancini, che sferra il colpo contro Montagnani. «L'assessore è l'assessore di tutti, in certe occasioni le azioni dovute non hanno colore politico. Invece? Niente. Zero assoluto. Come se nulla fosse accaduto. Anzi, nella pagina Facebook dell'assessore Montagnani, proprio nei lunghi giorni del divieto di balneazione fanno bella mostra i risultati del lavoro dell'assessore, le torte». Una cosa che la consigliera considera inaccettabile. «Traete voi le vostre conclusioni - scrive - Io le mie le ho fatte da tempo. Trovo assurdo avere un assessore, al turismo al commercio e allo sport, che in un anno ha dimostrato esclusivamente competenza nel micro settore delle fiere gastronomiche, delle sagre e delle torte. Rosignano ha bisogno di altro. Dimissioni? Sarebbero veramente un bel gesto, di grande responsabilità e rispetto per i cittadini tutti. Non le avremo in modo spontaneo, lo sappiamo, ma le chiederemo a gran voce nelle sedi opportune».

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