Il Tirreno

Nasce Toscolio un progetto agricolo da 5 milioni di euro

Nasce Toscolio un progetto agricolo da 5 milioni di euro

Associazioni di categoria e aziende insieme per concorrere al bando per i finanziamenti regionali che scade a ottobre

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CECINA. Un progetto agricolo da cinque milioni di euro, che comprende aziende private, associazioni di categoria, centri universitari di ricerca. Si chiama Toscolio, e in gergo è un piano integrato di filiera (Pif) per lo sviluppo della produzione di olio extravergine d’oliva. L’obiettivo è quello di rendere più redditivo e migliorare la qualità del prodotto introducendo nuove tecniche di coltivazione e raccolta. L’iniziativa parte dalle associazioni di categoria Confagricoltura e Cia, che insieme ad Apot e alle cooperative di produttori Confoliva e Terre dell’Etruria si propongono di dar vita a un gruppo di lavoro e investimento, che coinvolge al momento 27 aziende private, due frantoi, aziende di confezionamento e organizzazione del prodotto, attività di promozione e centri di ricerca (il Cnr delle Università di Pisa e Firenze). Ma c’è tempo fino al 15 settembre per chi vuole aderire manifestando il proprio interesse ai promotori capofila.

Il progetto, che riguarda tutta la costa da Livorno a Grosseto (e parte dell’area pisana) parteciperà al bando della Regione Toscana per ottenere i finanziamenti all’interno del Psr (piano regionale di sviluppo) che concede fino al 40 per cento e oltre di contributi. Bando in scadenza il 31 ottobre prossimo.

Il Pif è stato presentato ieri mattina agli imprenditori nella sede cecinese di Confagricoltura, alla presenza dei tecnici incaricati della stesura del piano e dei rappresentanti dei partner di categoria: Paolo Rossi (Confagricoltura), Stefano Poleschi (Cia), Francesco Peccianti (Confoliva) e Massimo Carlotti (Terre dell’Etruria). Il progetto prevede la messa a dimora di 164 nuovi ettari di impianti, qualcosa come 200mila piante di olivo, con nuove tecniche di produzione, hanno spiegato i relatori, che migliorino la redditività e la qualità del prodotto. Si tratta di impianti tradizionali, intensivi e super intensivi che prevedono la messa a dimora di 1600 - 3000 piante per ettaro, con nuovi sistemi di potatura (messi a punto dai ricercatori del Cnr) e raccolta meccanizzata. Obiettivo: produzione costante e riduzione dei costi per rendere il prodotto olio toscano più competitivo sul mercato. Un campo sperimentale è stato già realizzato a Venturina. Il gruppo dei tecnici incaricati sta testando anche nuovi macchinari per la lavorazione e la raccolta.

Maria Meini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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