Arrivati i primi 38 profughi, la Lega minaccia un esposto
Cecina, sono stati sistemati senza problemi all’hotel Manuel alla Cinquantina la polemica riguarda la cooperativa romana che si occupa della gestione
CECINA. All’hotel Manuel erano arrivati già da qualche giorno, in silenzio: una misura di sicurezza, dicono dalla Prefettura di Livorno, poiché sono persone che hanno richiesto la protezione internazionale, come richiedenti asilo che arrivano da zone di guerra e da situazioni di pericolo. Sono 38 i profughi alloggiati nella struttura della Cinquantina, un albergo isolato lungo una strada sterrata, protetto da un muro di cinta a mattoni chiuso da un pesante cancello elettrico. In giardino non c’è nessuno, la piscina è stata svuotata.
C’è un condominio proprio davanti all’ingresso del Manuel. Parliamo con i residenti della palazzina, poiché dall’albergo oppongono un netto rifiuto. «Potete parlare solo con i responsabili dell’accoglienza, che ora non ci sono», dice il proprietario intento a sistemare il cancello. «Solo loro sono autorizzati».
I vicini di casa sono tranquilli. «Li abbiamo visti da qualche giorno - risponde una signora - camminano sulla strada, giocano a pallone. Per ora non ci sono problemi, speriamo che continui così».
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La mattina del 3 settembre in Comune c’è stato un incontro operativo tra il sindaco, l’Asl e i responsabili della cooperativa Inopera che gestisce per conto del Ministero l’accoglienza dei migranti. «Abbiamo già attivato le procedure per impegnarli in lavori di pubblica utilità - dice il sindaco Lippi - come la pulizia della spiaggia e delle pinete».
Ma la polemica seguita all’arrivo dei profughi è destinata ad aumentare. Il consigliere comunale di Cecina Insieme Lorenzo Gasperini annuncia un esposto alla Procura e chiede al prefetto di Livorno Tiziana Giovanna Costantino di «bloccare immediatamente l’operazione». Nel mirino del consigliere, candidato per la Lega nord alle ultime elezioni regionali, la cooperativa che gestisce gli immigrati. Il cui nome è finito nelle carte di Mafia capitale. «Ho subito scritto a Matteo Salvini - dice il consigliere – e ho chiesto agli amici della Lega di presentare urgentemente un'interrogazione parlamentare al Ministro dell'Interno. Vogliamo vederci chiaro perché la legalità viene prima di tutto in questi casi, e non ci fermeremo».
«Dietro la cooperativa operante a Cecina - dice Gasperini - pare essere, salvo improbabili casi di omonimia societaria, l'ombra di Mafia Capitale: fu oggetto di determine firmate da Angelo Scozzafava, indagato per associazione di tipo mafioso e corruzione aggravata».
Gasperini cita articoli di stampa, riportando che «l’Autorità Nazionale Anti Corruzione, guidata da Raffaele Cantone, ha avviato un'istruttoria a riguardo degli affidamenti diretti alla cooperativa InOpera, perché pare violato il principio di trasparenza e, secondo l'Associazione 21luglio, che aveva presentato un esposto, sono di fatto violati i diritti umani». Gasperini si riferisce alla gestione di un campo Rom, nella capitale. E aggiunge che c’è stata «una ispezione parlamentare da parte di un deputato Pd nel caso della struttura Best House Rom, gestita per 3 milioni di euro annui di denaro pubblico proprio da InOpera».
Per Gasperini «questo è l'ennesimo fallimento dell'amministrazione Lippi che si è dimostrata incapace, avendo fior fiore di uffici tecnici a disposizione, di indagare e rilevare aspetti critici su quel che in 24 ore abbiamo invece operato noi di Cecina Insieme».
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