Il Tirreno

Un piano straordinario d’abbattimento dei cinghiali

di Maria Meini
Un piano straordinario d’abbattimento dei cinghiali

Lo propone Coldiretti dopo l’incidente in cui è morto Domenico Antonio Fedele E il sindaco di Castellina rilancia la richiesta d’intervento alla polizia provinciale

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ROSIGNANO. Una morte assurda: è il commento ricorrente su Facebook, nei tanti messaggi di ricordo per Domenico Antonio Fedele, il padre 39enne di Rosignano morto nella notte tra il 19 e il 20 agosto dopo aver investito un cinghiale sulla provinciale 33 a Castellina. Ieri la salma di Fedele è stata riportata a Rosignano, dopo un esame esterno eseguito all’ospedale di Livorno, ed è esposta in attesa del funerale nella camera ardente del cimitero comunale di Marittimo.

La tragica morte di Domenico continua a rinfocolare la polemica sulla presenza eccessiva di cinghiali nelle nostre campagne, fino alle porte delle aree urbane, che causa problemi di sicurezza agli automobilisti. Coldiretti propone un intervento straordinario di abbattimenti, con l’apertura della caccia anche nelle zone di riserva e parchi per un anno intero. E una drastica riduzione delle aree di divieto, che «rappresentano una zona ideale di ripopolamento per gli ungulati».

Catture e abbattimenti nelle zone di rispetto venatorio, dunque, anche all'interno delle due aree presenti nel comune di Castellina Marittima dove si è consumata la tragedia. L’associazione agricola interviene con una nota del presidente della federazione provinciale di Pisa, Fabrizio Filippi. «Se vogliamo risolvere il problema - spiega Filippi - si deve consentire, per un certo periodo, ai cacciatori di eseguire gli abbattimenti e le catture anche in queste zone che sono delle vere e proprie aree rifugio. I cinghiali, così come le altre specie di ungulati che oggi minacciano non più solo l'agricoltura, si rifugiano in queste aree che sono molto estese. È lì che proliferano».

Anche il sindaco di Castellina Federico Lucchesi chiede un intervento urgente per garantire la sicurezza sulle strade, rivolgendosi alla polizia provinciale.

Secondo le stime dell'Atc 14 di Pisa, ci sono stati 2.452 abbattimenti nel biennio 2013-2014, inferiori però ai piani di previsione. Filippi accusa: «I cinghiali continuano ad essere responsabili del 90% dei danni provocati all'agricoltura e ora costituiscono una seria minaccia anche per la comunità non agricola. È servita purtroppo una tragedia per tornare ad alzare il livello di attenzione su un'emergenza che noi rileviamo da anni ormai; i cinghiali sono troppi, sono raddoppiati rispetto ad alcuni anni fa e tutti i piani attuati fino a qui sono stati fallimentari. Teniamo aperta la caccia per un anno o intensifichiamo gli abbattimenti: la popolazione deve essere ridotta per almeno il 50%. In Toscana ci sono 250mila ungulati di troppo. La popolazione per ogni ettaro nella nostra regione è pari a 20 contro una media di 0,5. 40 volte superiore».

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